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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Attualità Cesano Maderno

"Basta morti sul lavoro: caro ministro servono fondi e leggi"

L'appello e la proposta del brianzolo Matteo Mondini, che si è miracolosamente salvato da un gravissimo infortunio sul lavoro

Ogni giorno il bollettino è una strage. Ogni giorno in Italia si contano morti sul lavoro o persone che, a causa di incidenti sul posto di lavoro, rimangono seriamente mutilate. 

Ieri in Brianza l'ultimo episodio: un operaio di 42 anni è rimasto schiacciato sotto il peso del carico del suo muletto. L'uomo, che stava lavorando in una ditta di Ornago, è stato trasferito in condizioni gravissime all'ospedale San Gerardo di Monza. 

Ed è proprio dalla Brianza che, all'inizio di questo nuovo anno, arriva un appello: "Caro ministro del Lavoro Andrea Orlando c'è bisogno di maggiore attenzione e fondi per la promozione della cultura della sicurezza sui posti di lavoro. Questo, purtroppo, è un argomento del quale non si parla, se non quando avvengono le tragedie o nelle ricorrenze. Ma ogni giorno in Italia ci sono uomini e donne che perdono la propria vita per mantenere la famiglia. Mi candido per diventare testimonial nazionale dell'importanza della sicurezza nei posti di lavoro e metto a disposizione le mie competenze e la mia esperienza per promuovere in tutte le aziende del Paese la cultura della sicurezza sui posti di lavoro".

A lanciare l'appello è il cesanese Matteo Mondini, 38 anni, sposato e papà di due bambini che undici anni fa è rimasto vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro. Stava lavorando in un negozio del centro di Monza quando è rimasto folgorato. Il negozio era sprovvisto di salvavita. L'uomo in questi anni si è sottoposto a 37 interventi chirurgici (a breve dove eseguirne un altro), e ha subito l'amputazione del braccio. Nel frattempo attende il risarcimento: come ha sentenziato la Cassazione il datore di lavoro gli deve 195mila euro, soldi che ad oggi non ha ancora ricevuto perché il committente risulta nullatenente. 

Ma in questi anni Mondini non si è mai arreso e tra le mille difficoltà ha dato vita al progetto Safetytour: incontri nelle aziende dove Mondini racconta la sua esperienza personale e sensibilizza i lavoratori e gli imprenditori sull'importanza del rispetto delle indicazioni di sicurezza nei posti di lavoro. Nel 2021, malgrado le restrizioni dell'emergenza sanitaria, Mondini è entrato in 10 aziende e ha incontrato 4 mila lavoratori. 

"Serve l'aiuto dello Stato - prosegue -. Io porto avanti la mia attività grazie alla sensibilità e all'attenzione sul tema da parte di alcuni imprenditori. Ma il Safetytour dovrebbe diventare un appuntamento per tutte le aziende, piccole e grandi. Lo Stato deve mettere a disposizione fondi per promuovere queste attività, e rendere obbligatorio almeno una volta all'anno un incontro per sensibilizzare proprio i lavoratori".

Alcune volte, infatti, è la "troppa sicurezza" su particolari azioni che vengono eseguite da anni alla base degli infortuni. "Quando parlo con gli operai i loro occhi si illuminano - prosegue -. In molti alla fine degli incontri mi ringraziano: la mia storia ha riacceso la spia dell'attenzione sui posti di lavoro. Cominciano, o ricominciano a prestare maggiore attenzione a quelle operazioni che svolgevano ormai in automatico". 

A Matteo Mondini disponibilità ed entusiasmo non mancano. "Io ci sono, ma è anche il ministro del Lavoro e le istituzioni che devono ascoltare - prosegue -. Sono loro che devono fare le leggi, mettere fondi a disposizione per incentivare il mondo del lavoro a mettere i lavoratori in sicurezza. Ci vuole un attimo per farsi male, una vita per guarire". 

Ma per molti, purtroppo, quell'attimo è diventato fatale.

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