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Lunedì, 3 Ottobre 2022
cronaca / Cesano Maderno

"Ecco perché in spiaggia mi sono tolto la protesi"

Il gesto di Matteo Mondini, il brianzolo testimonial nazionale della sicurezza sul lavoro, rimasto folgorato mentre lavorava in un negozio

In spiaggia Matteo Mondini ha deciso di togliersi la protesi del braccio. Era certo che le persone, soprattutto i bambini, lo avrebbero guardato. Qualcuno, forse, avrebbe azzardato anche qualche domanda sull'origine della sua disabilità. E quella scelta - che ha portato comunque sguardi silenziosi a fissarlo - aveva un perché. 

Che lui stesso ha spiegato sui social. "La disabilità è negli occhi di chi guarda", spiega Matteo. Un volto molto noto quello di Mondini, artigiano cesanese che undici anni fa è rimasto vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro. Stavo facendo un intervento all'interno di un negozio del centro di Monza quando è rimasto folgorato. Purtroppo in quel locale mancava il salvavita. Sottoposto a numerosi interventi chirurgici, Mondini è diventato paladino della sicurezza sul lavoro. 

E con coraggio ha deciso che, in vacanza, avrebbe dovuto comunque continuare nella sua missione. "Anche quest’anno mentre ero in spiaggia, ho volutamente deciso di non coprirmi e di 'mostrare' a tutti che una parte di me non c’è più - spiega sulla sua pagina Facebook -. Più passa il tempo e anche per me è cresciuta sempre di più la consapevolezza e l’accettazione della mia amputazione, di tutto il drammatico percorso che ho dovuto attraversare".

Matteo Mondini, la foto postata sui social

Matteo Mondini mare-2

Un dolore che non è stato facile da affrontare: da qui la scelta di condividerlo e di dare forza a chi sta attraversando il suo stesso calvario. "Con questo post voglio dare coraggio a chi si trova nella mia stessa condizione e fare una riflessione su ciò che i miei occhi vedono quando incrociano quelli delle persone che incontro - prosegue -. Penso che ogni tipo di disabilità debba essere raccontata, spiegata, soprattutto ai bambini perché non si può girare la testa da un’altra parte, bisogna rispondere alle domande dei bambini, che chiedono e si informano". 

E sono stati proprio gli occhi dei bimbi quelli che osservando la 'particolarità' di Matteo gli si sono avvicinati chiedendogli come mai non avesse il braccio. Con mamme al seguito a scusarsi per quella domanda che, a loro parere, era indelicata ma alla quale Matteo Mondini ha voluto dare comunque una risposta. "Lasciate che i bambini esplorino e portino a termine il momento 'esplorativo' spinti dalla curiosità perché se fermati pensano di essere di fronte ad una situazione di 'pericolo' - spiega ancora sul suo profilo Facebook -. Quando incontreranno un loro coetaneo con qualche difficoltà, sapranno come comportarsi perché già consapevoli e più una persona è consapevole delle cose, delle situazioni e meno questi temi possono spaventare o creare una difficoltà di comunicazione".

Ma guai a cadere nella compassione. "A chi mi guardava con compassione e pena dico che dietro a questa menomazione c’è anche tanta speranza e che a volte fanno più male i vostri sguardi che il dolore vero del mio moncone" conclude. 

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