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Martedì, 25 Giugno 2024
Guardia di finanza

Maxi frode fiscale da 250 milioni di euro: coinvolta anche una società brianzola

La società farebbe parte di una rete che forniva manodopera illecita gestita da un consorzio bolognese

Ha sede a Burago di Molgora la società che insieme ad altre 19 è coinvolta nelle indagini  portate avanti della guardia di finanza di Bologna in merito a una maxi frode fiscale per ben 250 milioni di euro.

Secondo quanto riferito da BolognaToday una lunga indagine delle fiamme gialle, coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica Michela Guidi e Elena Caruso, ha consentito di disarticolare un meccanismo che forniva manodopera illecita gestito da un consorzio bolognese, attraverso una rete di società attive a Bologna, e appunto Burago di Molgora, e ancora in provincia di Napoli e a Piacenza e Roma. Portate avanti anche grazie anche alla collaborazione con l’agenzia delle entrate, le indagini hanno appurato che le società, che si interponevano tra il reale datore di lavoro (il consorzio) e i dipendenti (1.700 circa per ciascuna annualità), oltre a non versare le imposte, avevano compensato ingenti debiti tributari con crediti inesistenti. In altre parole le attività erano concentrate "nelle mani" del consorzio che avrebbe creato una rete di imprese - scatole vuote allo scopo di generare fatturazioni inesistenti e una forma di concorrenza con altre realtà. All’esito delle indagini, è stata dunque ricostruita un’evasione di IVA per 39 milioni di euro, attraverso un giro di fatture false, per 250 milioni di euro circa, e un’indebita compensazione di crediti fittizi per 36 milioni di euro.

Per tutte le società coinvolte, consorzio compreso, due decreti di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. Maria Cristina Sarli, che hanno portato al sequestro di diversi immobili e partecipazioni societarie per un valore di oltre 9 milioni di euro. Oltre che alla denuncia alla procura della Repubblica di 44 persone.

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