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Anche Monza diventa una delle 50 città europee napoleoniche

Il capoluogo brianzolo entra a fare parte della Federazione delle città napoleoniche

Monza entra nella squadra delle 50 città europee napoleoniche. Il via libera della giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto che ha approvato l’adesione di Monza alla Federazione delle città napoleoniche, con sede legale in Corsica (ad Ajaccio) approvando una delibera presentata dall'assessore al Marketing territoriale Carlo Abbà. La Federazione riunisce tutte città, siti e istituzioni la cui storia è stata segnata dall'influenza di Napoleone Bonaparte, valorizzandone il patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale.

Il legame con Monza 

La figura di Napoleone Bonaparte è strettamente legata alla città: la Corona ferrea con cui venne incoronato re d'Italia a Milano è oggi custodita nell'altare della Cappella di Teodolinda, ed è per volontà dell’imperatore Napoleone che nel 1805 fu istituito il Parco di Monza, con lo scopo di farne una tenuta agricola modello e una riserva di caccia. Inoltre, con l'avvento del napoleonico Regno d'Italia, nel 1807, iniziarono i lavori per la realizzazione del teatrino all'interno del complesso della Villa Reale. Questi, assieme ai servizi di censimento del patrimonio storico e culturale e di promozione turistica che garantisce alle città aderenti, sono stati i motivi che hanno portato la giunta a promuovere l’ingresso nella Federazione europea delle città napoleoniche.

Che cosa fa la Federazione 

Un ente senza scopo di lucro fondato nel 2004 da Charles Bonaparte, discendente diretto del fratello di Napoleone, Jérôme Bonaparte. Ad oggi già riunisce più di 50 città europee, tra le quali Parigi, Ajaccio, Waterloo, Antibes, Corfù, Lucca, Mantova. Le principali attività che svolge consistono nel coordinare, animare, gestire e sviluppare "Destinazione Napoleone", riconosciuto dal 2015 come “Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa”; promuovere scambi organizzando incontri, convegni, pubblicazioni in collaborazione con le università, le istituzioni culturali e le associazioni storiche; sostenere azioni di conservazione e restauro del patrimonio di epoca napoleonica e sviluppare attività di promozione del patrimonio attraverso l'organizzazione di mostre, eventi artistici e culturali, viaggi e scambi tra scuole e istituti universitari.

La Federazione svolge anche lavori di consulenza e studio relativi alle attività in programma e assistenza alla propria rete, collabora con enti pubblici e privati, associazioni culturali, consorzi e cooperative che perseguono scopi e finalità affini o pertinenti e aderisce ad organismi nazionali ed internazionali con finalità analoghe o per il raggiungimento dei propri obiettivi. Alle città associate, nello specifico, offre supporto nel censimento del patrimonio napoleonico, contribuisce alla promozione turistica della città mettendo a disposizione dei suoi membri una mappa interattiva online che facilita la visualizzazione del patrimonio a livello europeo e promuove iniziative, attività ed eventi dei propri membri attraverso i propri canali di comunicazione. In più, supporta i suoi membri nello sviluppo di un'offerta turistico-culturale sostenibile e di qualità basata sul patrimonio napoleonico, attraverso una segnaletica dedicata, materiale promozionale stampato e attraverso un'identità visiva comune garantita dall’utilizzo sistematico del logo "Destination Napoleon". Partecipa, infine, a Fiere internazionali di turismo, garantendo così la visibilità dei propri membri.

"Un'occasione per fare rete"

“L’adesione alla Federazione delle città apoleoniche -commenta l’assessore Abbà - non è soltanto un riconoscimento simbolico del legame tra Napoleone Bonaparte e Monza. Si tratta infatti di un valore aggiunto all’attrattività turistica della nostra città, che potrà beneficiare di maggiori occasioni di visibilità anche in campo storico e artistico. È, poi, un’ulteriore occasione di creare rete con altre città dalla ricchissima storia, aprendo alla possibilità di scambi e programmi che coinvolgano anche giovani e giovanissimi cittadini”.

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