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Davanti alla Questura di Monza, un ulivo ricorderà per sempre Giovanni Palatucci

Giovanni Palatucci morì nel 1945, a soli 35 anni, nel campo di concentramento di Dachau. Prima di essere catturato salvò centinaia di ebrei, italiani e stranieri dalle persecuzioni razziali

Nel "Giorno del Ricordo", dedicata alla commemorazione delle vittime delle foibe, Monza ha reso omaggio al Questore Reggente della città di Fiume. Giovanni Palatucci morì nel 1945, a soli 35 anni, nel campo di concentramento di Dachau, pochi mesi prima della liberazione dell’Europa dal nazifascismo. Prima di essere catturato il 13 settembre 1944, Palatucci salvò centinaia di ebrei, italiani e stranieri dalle persecuzioni razziali, grazie al suo ruolo di responsabile dell’Ufficio Stranieri di Fiume.

Nel corso della cerimonia - che si è tenuta alla presenza del Vicario del Prefetto di Monza e della Brianza dott. Corrado Conforto Galli, del cappellano della Polizia di Stato Don Gianluca Bernardini, di rappresentanti dell’Anps e delle organizzazioni sindacali -  dopo un breve momento di raccoglimento per esprimere condanna al nazionalismo estremo, all’odio etnico ed all’ideologia violenta, il Questore di Monza e della Brianza dott. Michele Davide Sinigaglia ha ricordato la figura di Giovanni Palatucci.

Medaglia d’oro al merito civile, dichiarato “Giusto tra le Nazioni” (massima onorificenza concessa dallo Stato di Israele), Patalucci è stato proclamato nel 2004 dal Vaticano “Servo di Dio” (titolo attribuito alle persone per le quali è stato avviato il processo di canonizzazione).

Nell’occasione è stata scoperta una targa in suo onore ed è stato piantumato un albero di ulivo, simbolo di pace, rinascita, pazienza e perdono, collocato in prossimità dell’ingresso della Questura.

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