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Sabato, 21 Maggio 2022
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L'avvocato monzese che sta salvando bambini e mamme dal dramma della guerra

L'impegno di Agostino D'Antuoni che in collaborazione con le istituzioni, le associazioni e privati cittadini sta portando a Monza 56 tra bambini e mamme dell'Ucraina

Dopo oltre 20 ore di viaggio, con partenza da Piacenza, il pullman è arrivato al confine polacco con l'Ucraina nella mattinata di oggi, lunedì 7 marzo. Sono ore di apprensione per Agostino D'Antuoni, noto avvocato monzese, che ha messo in piedi una grande macchina della solidarietà in costante contatto con le istituzioni (prefettura, comune di Monza, Ats, Asst Monza, associazioni, parrocchie). In primis con l'associazione "Ti dò una mano Onlus" fondata dal farmacista monzese Lele Duse che da anni ospita a Monza i bambini provenienti dall'Ucraina.

"In queste ore stiamo portando in Brianza 56 profughi dall'Ucraina, di cui 15 bambini pazienti oncologici con le mamme - racconta a MonzaToday- . Non c'è tempo da perdere. Dall'Ucraina arrivano notizie molto preoccupanti: i russi sparano e bombardano anche la popolazione civile che sta cercando di raggiungere i confini". Questo è solo il primo di uno dei viaggi della speranza per salvare più bambini possibili. Non appena il pullman sarà riempito ripartirà immediatamente verso l'Italia. 

"L'arrivo a Monza è previsto per domani sera, martedì 8 marzo - continua D'Antuoni -. Una macchina della solidarietà in continuo aggiornamento, ora dopo ora". L'arrivo è previsto in serata nel piazzale della chiesa di San Pio X. "Ad accoglierli anche i volontari della Croce Rossa e i medici della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma che accoglierà alcuni piccoli pazienti. Un grazie al Comitato Maria Letizia Verga che ospiterà alcune famiglie con bimbi".

L'8 marzo i primi profughi a Monza

Il noto avvocato monzese fin dai primi bombardamenti aveva deciso di organizzare qualcosa per riuscire a mettere in salvo più bambini possibili. Bambini degli orfanatrofi  che si nascondono nei bunker, bambini ricoverati negli ospedali, bambini che con le mamme percorrono centinaia di km a piedi, al freddo e al gelo per fuggire dall'Ucraina. 

"Non è stato facile trovare un pullman che disposto ad arrivare alla frontiera - prosegue -. Un grazie immenso al signor Passerini, un imprenditore di Piacenza che ha subito accolto il mio invito e insieme a un suo autista si è messo alla guida del pullman direzione Polonia. Un grazie anche a Marzio Ioeri , un imprenditore che da subito ha abbracciato e sostenuto questa missione e che ha reso possibile la partenza del pullman". In questi giorni il telefono di Agostino D'Antuoni continua a squillare: persone che vogliono aiutare, portare cibo e vestiti, mettere a disposizione le proprie case, il proprio tempo e le proprie conoscenze linguistiche. 

"Le vie della provvidenza sono infinite"

"La provvidenza ci sta aiutando - aggiunge -. In questi giorni ho incontrato persone meravigliose. Come Julia, una mamma ucraina che già in passato era venuta a Monza all'ospedale San Gerardo.Uno dei suoi 3 bimbi era un malato oncologico e purtroppo è morto. Lei, comunque, con il sorriso continua ad aiutare e si è messa a disposizione per dare una mano alle mamme e ai bimbi che arriveranno". D'Antuoni si sta dividendo tra il suo lavoro di avvocato, e le mille pratiche burocratiche da sbrigare per l'arrivo dei profughi. Non si ferma davanti alle porte chiuse, o ai limiti della burocrazia. 

"Non c'è tempo da perdere - ripete -. Non possiamo fermarci. Ci sono mamme che stanno rischiando la vita per salvare quella dei loro bambini. Mamme che mentre noi siamo comodamente seduti sui nostri divani, con una tuta e una giaccavento, affrontano a piedi il freddo dell'Ucraina. Non hanno cibo. Sono riuscito a mettermi in contatto con una mamma che si è portata un sacchetto di zucchero. Mi ha detto che se i suoi bimbi hanno fame con una zolletta si ricaricano, l'importante è uscire il prima possibile dall'Ucraina". 

La macchina della solidarietà messa in piedi da Agostino D'Antuoni è in continuo aggiormamento. In questo momento servono cibo e capi di abbigliamento da destinare alle mamme e ai bambini in arrivo in città.

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