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Sabato, 21 Maggio 2022
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Il mondo della musica saluta il maestro Angelo Bellisario

Siciliano di nascita ma monzese d'adozione nel 2006 aveva ricevuto il Giovannino d'Oro

Il mondo della musica è in lutto: è morto Angelo Bellisario. Per i monzesi era il maestro. Il maestro Angelo Bellisario, ragusano di nascita ma ormai monzese di adozione, tanto che alla città di Teodolinda aveva dedicato alcune sue opere. E Monza lo aveva ringraziato assegnandogli nel 2006 il Giovannino d'Oro.

Il maestro Bellisario era nato in Sicilia il 9 febbraio 1932, ed è cresciuto a pane e musica. Tanto che fin da bambino coltivava il sogno di insegnare musica. Una passione ereditata dal papà Giuseppe che era direttore d'orchestra, pianista e compositore. Una passione coltivata nel tempo grazie all'ambiente di grandi compositori che fin da piccolo ha avuto la fortuna di frequentare. Una passione che il maestro Bellisario ha poi trasmesso ai suoi figli, diventati musicisti affermati. 

Una ricca produzione che lo ha visto comporre e firmare oltre 300 opere tra musica da camera, sinfonica e lirica. Opere che sono finite nei maggiori teatri italiani e stranieri e sono state anche trasmesse in tv. A Monza era molto noto e amato. Quella città che in un certo senso lo aveva accolto e adottato e alla quale aveva anche dedicato alcune opere, oltre ad avere organizzato e tenuto concerti ed esibizioni. Ricca e intensa anche la sua carriera come insegnante, che lo ha visto salire in cattedra in diversi conservatori. 

In una delle sue ultime interviste radiofoniche che ha condiviso sul suo profilo Facebook il maestro Bellisario ha ripercorso la sua vita e il suo profondo amore per la musica. Ha ricordato quando, bambino, ha suonato il timpano nella banda di Ispida (nel ragusano) diretta dal padre, e quando il papà gli fece dirigere la banda. L'amore e la devozione verso i suoi genitori che lo hanno sempre incoraggiato alla musica, la scelta di abbandonare l'università per dedicarsi al pianoforte che lo ha portato ancora ventenne ad esibirsi in tutta Europa. Poi la decisione di rimettersi sui libri e di studiare per diventare compositore, perché quella per la didattica era sempre stata la sua aspirazione. Il diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e poi l'avvio dell'attività didattica in diversi Conservatori in tutta Italia. Un amore per la musica e l'insegnamento che lo hanno portato a rifiutare la direzione del Conservatorio di Rovigo per ritornare in cattedra e insegnare al Conservatorio di Milano. 

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