Venerdì, 19 Luglio 2024
Monza

La svolta verso la transizione ecologica di Monza: nuova vita alle aree dismesse e no al consumo di suolo

La Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi la delibera che avvia il procedimento di variante al Piano di Governo del Territorio. Saranno necessari circa due anni di lavoro per varare il documento definitivo nel segno della "transizione ecologica"

“Dobbiamo rigenerare più suolo di quanto ne consumiamo. Anzi, l’impegno è quello di raggiungere un saldo negativo”. E’ stato l’assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti martedì a presentare le linee di indirizzo per i lavori al nuovo Piano del Governo del Territorio nel segno della transizione ecologica. La giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi la delibera che avvia il procedimento di variante al Pgt.

“La scelta è motivata da quanto previsto nelle Linee programmatiche di mandato, dove si auspica la redazione di un piano “integrato e sistemico verso la transizione ecologica”, ma anche dagli adeguamenti normativi agli strumenti di pianificazione sovraordinati. Tra questi il PTCP varato dalla Provincia MB nel 2022 e il regolamento regionale 7/2017 che prevede l’aggiornamento del documento con gli ultimi dati disponibili relativi alla gestione del rischio idraulico” spiegano dal municipio. “Avviamo un percorso di miglioramento con l’obiettivo di aggiornare ed attualizzare gli strumenti che regolano lo sviluppo di Monza – ha illustrato il sindaco Paolo Pilotto durante la conferenza stampa di presentazione - Il risultato sarà tanto più apprezzabile quanto più sarà frutto di un confronto ragionato ed equilibrato”.

L'iter e due anni di lavoro

A seguito dell’approvazione della delibera saranno individuati i tavoli di lavoro con i portatori di interesse per comprendere in modo approfondito le esigenze della città. Poi, al termine della fase partecipativa, verranno redatti gli obiettivi di dettaglio per avviare la stesura vera e propria del documento entro l’autunno. Saranno necessari circa due anni di lavoro per varare il documento definitivo.

“Non basta però recuperare le aree dismesse: su di esse va massimizzato l’interesse pubblico per restituire alla città nuovi servizi culturali, sociali e sportivi, spazi verdi e luoghi dell’abitare alla portata di tutti” ha aggiunto Lamperti. Gli ultimi dati, recepiti anche dal PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale– descrivono il capoluogo della Brianza come una città fortemente antropizzata. In particolare l’indice di suolo utile netto, ovvero la "porzione di suolo che potrebbe essere potenzialmente oggetto di consumo per la realizzazione di insediamenti, servizi, attrezzature e infrastrutture" è minore al 25% rispetto al totale.

La variante è finalizzata ad adeguare l’attuale PGT – approvato nel 2017 - ai dettati della L.r. n.31/2014. In programma la promozione di interventi di rigenerazione delle aree dismesse ai fini di un bilancio del consumo di suolo negativo, la pianificazione di strategie per la tutela del suolo libero, l’integrazione della normativa di attuazione delle previsioni urbanistiche con le disposizioni finalizzate a valorizzare le componenti ambientali e gli elementi connotativi del paesaggio, la promozione di interventi di edilizia convenzionata e /o tematica (ad esempio le residenze per gli universitari), l’adeguamento ai dettati di legge della componente geologica, idrogeologica e sismica, la dotazione del PGT del Piano delle Attrezzature Religiose.

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