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Dal carillon di luci alla grotta delle lanterne: il percorso magico di luce nei giardini della Reggia di Monza

L'inaugurazione di Trame di Luce

La facciata della Villa Reale di Monza illuminata e poi un percorso, luminoso, sfavillante e splendente che sconfina in atmosfere oniriche, fiabesche, incantate. Trame di Luce, il festival di light art con installazioni luminose di artisti internazionali che attraverso luce e musica trasforma in una location da sogno i giardini della Reggia, è arrivato a Monza. 

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Fino al 7 gennaio i Giardini Reali saranno pervasi di scintillante magia e scenari da fiaba, per condividere un’esperienza pensata per tutti, grandi e piccini. “Trame di Luce è la passeggiata più emozionante e magica dell’inverno italiano, tra boschi incantati, curiose creature, grotte magiche, tunnel di luci, galassie colorate e fronde dalle infinite sfumature” spiegano gli organizzatori. I due percorsi, di Roma e Monza, studiati e curati dalla direzione artistica di IMG e Be.it, espongono installazioni ed opere creando la scenografia più brillante d’Italia con l’obiettivo di coinvolgere nuovi parchi e giardini e l’intenzione di disegnare una trama luminosa che valorizzi le identità storiche di ogni luogo sottolineandone al tempo stesso anche il carattere culturale europeo. Trame di Luce è arrivato la prima volta in Italia lo scorso anno, all'Orto Botanico di Roma e ha registrato 168mila presenze.

Il percorso a Monza

Il percorso di Monza comincia con la grotta delle lanterne, per un’immersione in un’ambientazione onirica e fiabesca ricreata dal fluttuare di circa 500 punti luce a diverse altezze e a terra. Si prosegue per raggiungere Fuoco ancestrale, Fluxit di Paul Vendel e Sandra de Wolf, un ipnotizzante falò che evoca suggestioni ancestrali. L’utilizzo del video mapping insieme all’animazione 3D, dà vita, subito dopo, a Il Bosco magico, con la roccia della grotta degli orsi che regala una speciale proiezione rupestre in chiave contemporanea. La scena è dell’artista di Aftereal, Yaduhiro Chida, con un tappeto di luce che appare all’inizio della grande radura, in fondo alla quale si scorge, in alto, la Torretta Viscontea. Segue Riflessioni di Simone Puzzolo, un paesaggio che induce al sogno puntellato da cilindri, sfere e semisfere, per muoversi tra questi “specchi” della natura e di noi stessi, per rifletterci e invitarci alla riflessione.

L’installazione successiva è la Lanterna magica, con le arcate gotiche della loggia della Torretta Viscontea trasformate in luoghi narranti la straordinarietà della natura e il suo evolversi, in un racconto di immagini caleidoscopiche e 3d, retro-proiettato sulle superfici opaline che chiudono i tre elementi architettonici vocati in passato agli erbari e alle sementi. Giunti all’apice del percorso si esplora Carillon di Luci, un’installazione interattiva per un’esperienza di gioco attraverso lunghi fili di luce che cambiano colore e invitano alla danza, in omaggio alla location ospitante, per gli spettacoli e gli intrattenimenti che, nei secoli passati, erano soliti animare le serate nella Villa e nei Giardini. Offrire un momento di poesia per immagini, invece, è l’idea dietro Luci di farfalle o Butterfly Effect di Masamichi Shimada: gli ammalianti insetti sfiorano leggiadri lo specchio d’acqua mentre sembrano librarsi, sprigionando forza e fragilità, romanticismo e bellezza. Questi tratti regalano da sempre i contenuti più appassionanti alla lirica e alla prosa di compositori che, alla Reggia di Monza, un tempo, intrattenevano gli ospiti nelle lunghe serate di festa.

L’omaggio all’arte ha permeato di grazia e impeto romantico la maestosa residenza e continua con l’installazione successiva: Il Tempio della Poesia, dove  torreggia, come sospeso nel tempo, nell’iconica struttura del giardino all’inglese opera del Piermarini, in passato “pensatoio” di poeti e letterati. Delle tende leggere intessute in fibra ottica si muovono dolcemente lungo le quattro porte del Tempietto, come il soave respiro di un narratore in versi. Il percorso continua con Nebulosa tra alberi ad alto fusto che lasciano spazio a nuvole di luce in movimento, dove il confine fra cielo e terra si fa impercettibile. Subito dopo si raggiunge UnderWater World di Simone Puzzolo, un’installazione che accende i riflettori sulla vita segreta del laghetto, “regno” del dio Nettuno che lo guida dalla sua grotta. Nel totale rispetto delle creature che lo abitano, l’opera è un corale di circa 50-80 piccole sfere opaline luminose, a diverse profondità e alimentate a energia solare, grazie al piccolo pannello a sfioro sull’acqua di cui sono dotate (non vi è quindi alcun collegamento elettrico, né suono che possa turbare la fauna presente). È la volta ora di un maestoso portale luminoso da attraversare, il tunnel di luci, ultima tappa del percorso emozionale, prima di ritrovare il mondo reale.

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