Oltre 900 contagi e 31 decessi: scuole, cinema e palestre restano chiusi

Restano chiuse scuole, palestre, piscine e centri benessere. Aperti musei, ristoranti e luoghi di culto (per ora senza cerimonie) con distanziamento tra persone

A nove giorni dall'inizio dell'emergenza sanitaria in Lombardia si prova a ricominciare. E a risollevarsi. Piccoli passi per provare a qrimettere in moto l'economia e le attività senza dimenticare di tutelare la salute dei cittadini. "Difficile quantificare la portata economica di questa emergenza dal punto di vista economico" ha spiegato l'assessore al Bilancio Davide Caparini che ha anticipato che verranno assunti provvedimenti per far fronte all'emergenza economica non solo per le aree della cosiddetta "zona rossa". 

Coronavirus: nuovi contagi e guariti

Sono saliti a 984 i casi di contagio da Covid-19. A rendere noti i nuovi dati è stato l'assessore al Welfare Giulio Gallera, durante la consueta conferenza stampa per fare un bilancio della situazione. Oltre quattrocento persone si trovano al momento ricoverate in ospedale mentre 106 pazienti sono in reparti di Terapia Intensiva. Il dato positivo è relativo al numero delle dimissioni che sono salite a 73. Si è aggravato invece il bilancio dei decessi e il numero dei morti per coronavirus in Lombardia è salito a 31. Attualmente sono novemila le persone sottoposte a un regime di "sorveglianza diretta" mentre 375 persone risultate positive risultano asintomatiche. 

E' pronta a scendere in campo per la gestione dell'emergenza anche la sanità privata accreditata. "Oggi abbiamo avuto l'incontro con i responsabili delle strutture private accreditate e abbiamo chiesto e raccolto assoluta, totale e completa disponibilità a mettere a disposizione sia posti letto nelle Terapie Intensive sia a entrare a far parte della gestione dell'emergenza" ha spiegato Gallera che ha anche annunciato anche lo stanziamento di 40 milioni di euro per nuove assunzioni e l'acquisto di materiale per approntare nuovi posti letto e nuovi reparti. 

"Chi ha più di 65 anni rallenti gli scambi di socializzazione perchè sono le persone più vulnerabili" ha spiegato Gallera, anticipando che con i comuni verranno vagliate iniziative per andare incontro alle esigenze delle fasce più fragili. 

FIRMATO IL DECRETO: ECCO TUTTE LE NUOVE MISURE

Chiusure e aperture: cosa cambia da lunedì

Ad anticipare nel dettaglio alcuni dei contenuti del nuovo decreto, predisposto dalla Presidenza dei Ministri e condiviso a livello istituzionale e vagliato insieme a un comitato scientifico, è stato il vicepresidente Fabrizio Sala. Il nuovo documento - che è stato firmato nella serata di domenica - introduce disposizioni che saranno valide su tutto il territorio regionale e una parte che invece riguarderà solo alcune regioni e nello specifico della Lombardia anche alcune province: si tratta di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona. Oltre alla zona "rossa" che resta off limits. Nel dettaglio resteranno chiusi su tutto il territorio regionale fino a domenica 8 marzo cinema e teatri, veranno invece riaperti i musei per cui cambiano le modalità di accesso che dovranno essere contingentate e, all'interno, per evitare assembramenti si dovrà mantenere un distanziamento tra i visitatori di almeno un metro, il cosiddetto criterio "droplet". Nei luoghi di culto sono sospese le cerimonie ma le porte ai fedeli restano aperte.

Come ormai già noto resta confermata per un'altra settimana la sospensione delle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università mentre restano sospesi i concorsi ad eccezione delle procedure di selezione per il comparto della sanità vista l'emergenza in corso e la necessità di avviare assunzioni negli ospedali.

I pub, i bar e i ristoranti potranno restare aperti con limitazioni relative al numero di posti a sedere e il distanziamento di almeno un metro. Su tutto il territorio regionale invece restano chiuse palestre, piscine, centri termali e centri benessere. 

In quattro province lombarde (Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona) nel weekend dovranno restare chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali nei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie e punti vendita di alimentari. In queste province non sono previsti nei fine settimana i mercati.

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"Ci dobbiamo abituare per diverso tempo a una vita un po' diversa da quella che facevamo un mese fa ma è necessario perchè il sistema sanitario possa prendere in carico le persone che vengono contagiate dal coronavirus" ha concluso il vicepresidente Fabrizio Sala. La firma sul decreto non è ancora stata apposta ma "cia siamo sentiti di dare delle anticipazioni" ha spiegato Sala "perchè domani mattina i lombardi qualcosa devono fare".

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