Pedemontana / Vimercate

"Ci siamo trovati all'improvviso le trivelle sotto casa: non vogliamo quell'autostrada inutile"

Parla il Comitato Ferma Ecomostro D Breve. Un Comitato che dice no al tracciato lungo il Vimercatese che si ritroverà circondato da Pedemontana, Tangenziale e Autostrada

A marzo 2022 alcuni cittadini hanno notato nei campi del Vimercatese tecnici che stavano effettuando scavi e carotaggi per la realizzazione di una nuova autostrada. A quel punto è scattato l’allarme, la ricerca di informazioni e la triste scoperta che a pochi metri da casa sarebbe passata Pedemontana. Era dal 2021 che Regione lavorava al progetto di fattibilità tecnico economico, all’insaputa delle amministrazioni e dei comuni. Così che nell’autunno dell’anno scorso, dopo un primo incontro solo con i cittadini coinvolti nella realizzazione della tratta D Breve, a seguito di varie email inviate da Manuela Meloni ai sindaci del Vimercatese, è nato il Comitato Ferma Ecomostro D Breve.

Perché per i cittadini di Vimercate (ma non solo), Pedemontana è una infrastruttura “inutile, costosa, che danneggia l’ambiente e che difficilmente verrà utilizzata dagli automobilisti visti gli elevati costi del pedaggio”, fanno sapere. I vimercatesi – ma anche  i residenti di Bellusco, Agrate Brianza, Burago e Ornago - che da anni sentivano parlare di Pedemontana dall’oggi al domani si sono trovati direttamente coinvolti in questa vicenda: nel progetto della tratta D Breve l’autostrada attraverserà anche i loro comuni.

Dove passerà la tratta D Breve

Una vera e propria grande arteria stradale che passerà tra campi e zone abitate: 8 km di strada, 8 corsie con larghezze che oscilleranno tra i 30 e 60 metri. Una grande strada parallela e a solo 2,8 Km di distanza alla Tangenziale Est che, logicamente, essendo gratuita attirerà la maggior parte di automobilisti e camionisti. “Pedemontana non agevola i brianzoli che opteranno per strade diverse e a pedaggio zero - spiega Manuela Meloni, referente del Comitato Ferma Ecomostro D Breve -. Inizialmente doveva collegare Bergamo con Varese, in un’ottica di alleggerimento del traffico da est a ovest e di collegamento della provincia di Bergamo con quella di Milano per uno sviluppo economico. Ma con la realizzazione della tratta D Breve la direttrice è nord sud, quindi il discorso iniziale decade”.

La tratta D Breve attraverserà infatti il grande Parco PANE, un importante polmone verde del territorio: circa il 60% della sua ampiezza verrebbe compromessa. Nel Parco PANE sono presenti anche aziende agricole, oltre ad essere molto frequentato dai cittadini. “Gli studi commissionati dalla Regione erano state effettuati su mappe del 2017, che non erano state aggiornate - precisa -. Mappe che prevedevano che solo il 20% del Parco PANE venisse coinvolto dal passaggio di Pedemontana. Il tutto con un enorme sperpero di denaro”. Se il progetto della tratta D Breve verrà avvallato Agrate Brianza e Vimercate saranno circondate da 3 grandi snodi stradali:  Pedemontana, Tangenziale Est e A4. Tanto che la provincia di Monza e Brianza, in seguito alle risultanze commissionate al Centro Studi PIM non ha inserito, come invece richiesto da Regione Lombardia, la tratta D Breve nel PTCP (Piani territoriali di coordinamento provinciale).

"Perché diciamo no a Pedemontana"

 “Il problema di base è che Pedemontana è un’opera inutile - prosegue Meloni -. La follia di un’autostrada che i cittadini non vogliono. I sindaci coinvolti nel passaggio della tratta D Breve hanno più volte chiesto un incontro con i vertici della Regione, ma non è mai stato accordato. Grazie all’intervento di un docente universitario che aveva fatto da tramite noi eravamo stati invitati dall'assessore Claudia Maria Terzi ad un incontro, ma a 20 minuti dall'arrivo ci fece avvisare, sempre tramite il docente, che non voleva incontrarci poiché eravamo troppo schierati, malgrado al momento dell’invito avessimo segnalato, come richiesto, i nomi dei 5 partecipanti e il nome del Comitato l’Ecomostro D Breve Regione Lombardia”.

Il 10 giugno la manifestazione a Milano

Da qui la decisione di scendere in piazza: la mattina del 10 giugno saranno in centinaia i brianzoli che si riuniranno a Milano sotto il Palazzo di Regione Lombardia. “La manifestazione è stata voluta ed organizzata dai Comitati di cittadini che in questi mesi si sono attivamente organizzati - conclude Meloni -. Cittadini che indipendentemente da una bandiera o da un colore politico stanno manifestando la loro contrarietà alla realizzazione di questa infrastruttura. In particolare nella tratta D breve sono 5mila i cittadini (a seguito in di una raccolta firme già depositata a diversi entri tra cui la prefettura, ma che prosegue) che dicono no al tracciato. La contrarietà è trasversale, tra questi vi sono anche sostenitori dell'attuale maggioranza in Regione”.

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