Sabato, 20 Luglio 2024
La protesta / Seveso

I cittadini protestano: "Vogliamo sapere che cosa succederà quando le ruspe arriveranno sottocasa"

I rappresentanti del Comitato No Pedemontana non hanno potuto partecipare all'incontro dell'Osservatorio della Bonifica durante il quale è stato presentato il piano di intervento di Pedemontana

Puntuali, sotto il solleone, si sono presentati a Seveso al Bosco delle Querce. Armati di striscioni, spaventaruspe e cartelli hanno chiesto di poter partecipare all’incontro dell’Osservatorio di bonifica della diossina organizzato ieri, martedì 9 luglio, da Pedemontana. Ma le porte, per loro, sono rimaste chiuse. Un incontro blindatissimo al quale hanno partecipato oltre ai sindaci di Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago e Seveso anche il direttore generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia Dario Fossati, i responsabili tecnici di Concessioni Autostradali Lombarde, l’amministratore delegato del General Contractor dell’opera Pedelombarda Nuova Spa Fabrizio Bitonti, i vertici di Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), Ats Brianza e alcune associazioni ambientaliste del territorio (Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Cittadini per Lentate, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Wwf Lombardia). Ma l’accesso è stato vietato, oltre che ai giornalisti, anche al Comitato No Pedemontana.

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Fuori la protesta pacifica del Comitato, i fischi, il rammarico di non poter sapere che cosa succederà tra pochi giorni vicino alle loro case, in quei terreni contaminati dalla diossina che verranno sottoposti a un intervento di bonifica prima di essere attraversati dalla maxi autostrada. Sono rimasti in attesa per quasi 2 ore, durante le quali sono state raccontate le preoccupazioni, ricordati i disastri della diossina che il 10 luglio 1976 ha avvelenato quella parte della Brianza, prima di andarsene mentre all’interno l’incontro era ancora in corso.

“Siamo stati lasciati fuori e questo è la conferma quello che pensavamo – ha dichiarato a MonzaToday Davide Biggi, del Comitato No Pedemontana -. Viene tutto calato dall’alto: alla faccia della trasparenza e del rispetto dei cittadini che non possono neppure porre domande. Le preoccupazioni ci sono e ci sono sempre state. In questo territorio 48 anni fa è accaduto un disastro, ma a quanto pare non interessa a nessuno. Pedemontana è sempre stata un muro di gomma e sempre lo sarà. Si parla di bonifica, e nel piano bonifica è previsto un incontro coi cittadini che devono avere la possibilità di parlare, di fare domande e di sollevare preoccupazioni”. Intanto nell’attesa si sono susseguiti i racconti di chi quel 10 luglio 1976 c’era. Come Carla Sironi, oggi 82enne, che ha paura della diossina e malgrado la canicola ha deciso di essere presente, “Speravo di entrare e sentire – ha dichiarato a MonzaToday -. È diritto dei cittadini sapere che cosa succederà. Qui la diossina fa ancora paura, anche dopo 48 anni. Ricordo le proteste della popolazione dopo il disastro: oggi sembra che tutto sia stato dimenticato. Ma non dobbiamo dimenticare”. E poi ci sono i racconti di alcuni cittadini che hanno ricevuto richieste di occupazione temporanea per l'avvio del cantiere. “Arrivano sempre in concomitanza delle feste e delle ferie – racconta un cittadino di Seveso -. Ma a me nessuno ha risposto alle osservazioni, inviate via Pec, in merito all’opera. Mi ritroverò davanti a casa un grosso muro”.

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