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Niente aiuti a chi sta ospitando i profughi: la protesta dei sindaci

Sono 22 i primi cittadini brianzoli che scrivono all'Anci

Il primo a denunciare è stato Agostino D'Antuoni, l'avvocato monzese che è riuscito a portare a Monza oltre 180 tra donne e minori scappati dalle bombe dell'Ucraina. Il legale monzese nei giorni scorsi aveva sollevato aspre perplessità sul bando della protezione civile per permettere alle famiglie che stanno ospitando i profughi di accedere ai fondi.

Adesso anche 22 sindaci brianzoli polemizzano contro il bando inviando una lettera ad Antonio Decaro, presidente dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani), e a Mauro Guerra (presidente di Anci Lombardia). “Famiglie discriminate perché hanno accolto - aveva denunciato pochi giorni fa Agostino D'Antuoni -.  A loro nessun contributo perché non fanno parte del terzo settore e del privato sociale. Solo un grazie e una pacca sulla spalla per mantenere a proprie spese anche interi nuclei familiari. Se riescono a far quadrare il bilancio è solo grazie alla generosità di qualche cittadino o associazione che regala il pacco alimentare o i vestiti. Dallo Stato nessun contributo perché sono semplici cittadini”. 

"Speravamo negli aiuti del governo"

Adesso a salire sulla barricate anche i sindaci di Lissone e di Seregno insieme ad altri 20 primi cittadini. La scelta di dirottare i fondi a chi accoglierà e non a chi sta già accogliendo non piace a questi sindaci brianzoli. "I nostri 22 comuni brianzoli accolgono a oggi oltre 1.300 persone scappate dalla guerra, poco meno della metà dei quali minori, la gran parte ospiti nelle abitazioni dei nostri concittadini - si legge nella missiva inviata ai vertici dell'Anci -. Abbiamo sperato che il governo premiasse questa disponibilità dimostrando riconoscenza a queste famiglie, anche fornendo loro un supporto economico per rifonderle dell'impegno che hanno finora sostenuto e che in molti sono disposti a continuare a sostenere". 

"Provvedimento miope e scorretto"

Anche ai sindaci iniziano ad arrivare domande di aiuto da parte di chi ospita ormai da due mesi e deve iniziare a fare i conti anche con il budget familiare. Famiglie che riescono ad avere qualche aiuto dalle associazioni o da privati cittadini che, qualche volta, forniscono pacchi alimentari o vestiario per chi - scappato dalla guerra - è giunto in Italia soltanto con uno zaino con qualche vestito. "Siamo convinti che si debba correre rapidamente al riparo per evitare che si verifichi quella che non esitiamo a chiamare ingiustizia - prosegue la lettera -. E che a richiamare il governo su questo aspetto debba essere proprio l'associazione che rappresenta chi, in queste settimane complesse, si è fatto carico di sollecitare i suoi concittadini per individuare soluzioni praticabili nell'accoglienza che non sovraccaricassero la rete pubblica. Il governo deve riconoscere un contributo per l'importante sforzo che stanno sostenendo. È miope e scorretto che questo contributo non vada anche alle famiglie che si sono messe a disposizione per accogliere già da febbraio. Il nostro sistema regge anche grazie a loro, e il dispositivo della Protezione civile nazionale deve riconoscerlo". 

I sindaci che hanno aderito

La lettera è stata sottoscritta e firmata da Concettina Monguzzi (sindaco di Lissone), Alberto Rossi (sindaco di Seregno), Simone Sironi (sindaco di Agrate Brianza), Piermario Galli (sindaco di Barlassina),  Mauro Colombo (sindaco di Bellusco), Andrea Esposito (sindaco di Bernareggio), Marco Troiano (sindaco di Brugherio),  Monica Buzzini (sindaco di Caponago), Daniele Nava (sindaco di Carnate), Davide Fumagalli (sindaco di Cavenago), Maurilio Longhin (sindaco di Cesano Maderno), Maria Rosa Redaelli (sindaco di Macherio), Maria Fiorito (sindaco di Muggiò), Fabrizio Pagani (sindaco di Nova Milanese), Daniel Siccardi (sindaco di Ornago),  Kristiina Loukiainen (sindaco di Ronco Briantino), Carla Della Torre (sindaco di Sulbiate), Pietro Cicardi (sindaco di Triuggio), Lisa Mandelli (sindaco di Usmate Velate), Samuele Consonni (sindaco di Verano Brianza), Luca Ornago (sindaco di Villasanta) e Francesco Cereda (sindaco di Vimercate). 

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