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Bar e ristoranti tornano a respirare, ma manca il personale formato

L'allarme lanciato dal noto ristoratore monzese Vincenzo Butticè: "Non sarà più come prima della pandemia"

Vincenzo Butticè

I ristoratori di Monza e Brianza tirano in sospiro di sollievo. Da martedì 1 giugno si potrà ritornare a mangiare e bere all'interno dei locali. Ma sanno che non sarà più come prima e dovranno, comunque, fare i conti con una realtà sociale ed economica che negli ultimi diciotto mesi ha rivoluzionato il territorio.

"Siamo felici di poter riprendere a servire anche all'interno - spiega Vincenzo Butticè a MonzaToday -. Finalmente uno spiraglio di luce, finalmente torniamo a muoverci. Avevamo iniziato a vedere uno spiraglio di vita anche con il ritorno alle consumazioni all'esterno, ma il tempo purtroppo non è stato clemente".

Il noto ristoratore monzese, che ricopre anche l'incarico di delegato territoriale Fiepet-Confesercenti, sottolinea le difficoltà che lui e i colleghi dovranno affrontare. Non sarà un semplice rialzare la saracinesca.

"Purtroppo secondo i dati de Il Sole 24 ore c'è un 40.05% di attività di ristorazione che comunque, pur riaprendo, sono a rischio fallimento - prosegue - Non possiamo ignorare quanto accaduto dall'inizio dell'emergenza sanitaria. C'è una concorezza spietata e molti colleghi si sono ritrovati a far debiti".

Poi, anche qui in Brianza, manca personale. "Accanto a chi, percependo il reddito di cittadinanza, non ha assolutamente intenzione di rimettersi sul mercato del lavoro - aggiunge - ci sono anche camerieri, cuochi, personale di sala che durante la pandemia si sono inseriti in altre attività lavorative più trainanti. Per esempio nel settore dei trasporti e della logistica".

Rispetto a un anno fa chi tra poche settimane si diplomerà negli istituti alberghieri troverà più facilmente un posto di lavoro. "Il settore della ristorazione ha bisogno di personale - conclude Butticè -. Ben vengano gli studenti, la nostra presenza poi all'interno delle scuole tornerà ad essere sempre più assidua. Ma il problema è che bar, ristoranti, alberghi oggi hanno soprattutto bisogno di personale formato".

Personale che, il più delle volte rimasto a casa a scadenza contratto, nel periodo della pandemia ha cercato di inserirsi in altri settori trovando spazio (e uno stipendio a fine mese) soprattutto nell'ambito dei trasporti e della logisitica.

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