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"Quel giorno che il principe Amedeo d'Aosta mi chiamò per ringraziarmi"

Nel giorno della morte del Duca di Savoia e del Duca d'Aosta il ricordo di un poliziotto e di un carabiniere di Monza

Il principe Amedeo, duca di Savoia e duca d'Aosta

La Brianza ricorda e piange Amedeo di Savoia. Due brianzoli in divisa ricordano il loro incontro con il principe Amedeo, duca di Savoia e duca D’Aosta morto nella giornata di martedì 1 giugno all’età di 77 anni.

L'agente di Polizia e Cavaliere Pasquale Griesi

L’incontro dell’agente di Polizia Pasquale Alessandro Griesi è molto particolare. Una telefonata un anno fa per ringraziarlo di un dono che lo aveva fatto tornare indietro nel tempo. Griesi, 41 anni, Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro all’inizio pensava fosse uno scherzo. E invece no: il principe lo voleva ringraziare non con una semplice lettera, ma con la condivisione di un momento tanto privato e carico di emozioni.

Alessandro Griesi-2

“Gli avevo inviato il mio libro Cento anni di storia dell’Aquila della Polizia di Stato – spiega Griesi a MonzaToday -. Un libro che avevo scritto e dedicato a mio papà che per 35 anni aveva prestato servizio nella Polizia di Stato”. La commozione oggi è grande pensando a quella telefonata di un anno fa.

“Era il  3 febbraio 2020 – prosegue -. Quando alzai la cornetta rimasi senza parole: dall’altra parte Sua Altezza Reale Amedeo d’Aosta che mi telefonava per ringraziarmi personalmente  per il libro. Un libro che lo aveva emozionato. E quella dedica che io feci a mio padre, lui la definì una dedica piena di valori di Patria e di Famiglia”. Griesi ancora oggi è incredulo ricordando quell’episodio.

“Il principe mi ringraziò per aver parlato dell'Aquila, emblema della Casa Reale e simbolo della Polizia di Stato. Mi disse che lo avevo riportato indietro nel tempo, a quel 26 luglio 1944, quando su ordine firmato personalmente da Heinrich Himmler, i nazisti lo internarono nel campo di concentramento austriaco di Hirschegg, ove fu internato anche Francesco Saverio Nitti, che nel 1919 con il Regio decreto unitamente al suo antenato istituì la Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza”. Un ricordo personale che Griesi custodisce ancora con gioia e immenso orgoglio, e quel saluto del principe con la promessa di risentirsi.

Il maresciallo dei Carabinieri in congedo Gaetano Galbiati

A ricordare la gentilezza di Amedeo di Savoia anche Gaetano Galbiati, 66 anni, maresciallo dei Carabinieri in congedo. Una lunga carriera al Radiomobile di Monza che lo ha portato a incontrare e scortare personaggi importanti che facevano tappa in città

galbiati e amedeo d'asota-2

“Tra questi anche Amedeo di Savoia – racconta Galbiati a MonzaToday -. Era il 1984 ed era venuto in visita in città. Lo scortai per tutta la giornata. Era una persona gentile e per nulla altezzosa. Un uomo perbene, che aveva sempre una parola buona per noi Carabinieri. Lo accompagnammo alla Cappella Espiatoria e in altri luoghi di Monza che in quell’occasione doveva visitare. Quel giorno chiacchierando con lui scoprii che avevamo un caro amico in comune. Un amico e servitore della giustizia che per anni avevo scortato. E lui, ridendo, rispose che adesso scortavo lui”.

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