Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità Besana in Brianza

E' brianzolo il primo robot umanoide italiano

Si chiama RoBee ed è stato progettato durante il lockdown: il robot sarà sul mercato nel 2022

Per le mansioni altamente ripetitive e pericolose arriva RoBee. Quello che negli anni Ottanta sembrava un futuro talmente lontano, oggi è realtà. RoBee è il primo umanoide made in Italy, o più precisamente made in Brianza, che dotato di autonomia di movimento e di intelligenza cognitiva può sostituire perfettamente l’uomo nelle attività artigianali o industriali altamente ripetitive o pericolose.

Un’importante novità sia per le aziende - sarà disponibile sul mercato a partire dal prossimo anno - ma anche per i lavoratori con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sui posti di lavoro.  

Le caratteristiche di RoBee

RoBee è prodotto dalla Oversonic Robotics di Besana Brianza, e ha le dimensioni di un uomo: è alto 1 metro e 70, ha un peso  che oscilla tra i 65 e 75kg (a seconda della configurazione di utilizzo), è una macchina che replica esteticamente e operativamente la struttura meccanica del corpo umano, con 40 giunti mobili e un set completo di sensori che gli consentono di vedere e navigare autonomamente lo spazio circostante.

Al pari di un essere umano, è dotato di braccia complete di dispositivi di presa, ovvero mani e pinze meccaniche che gli consentono di eseguire in maniera efficace semplici gesti come indicare, contare, o afferrare degli oggetti. Attraverso un complesso sistema di videocamere e sensori, RoBee è in grado di muoversi agevolmente e di condividere in sicurezza spazi affollati. Il sistema di visione, assistito dall’intelligenza artificiale, gli consente di riconoscere e distinguere le persone, assumendo a seconda di chi si trova davanti il comportamento più adeguato. RoBee, d’altra parte, è autonomo anche sul piano dell’interazione linguistica.

Funziona con una batteria che dura otto ore

“Il robot funziona attraverso una batteria che offre un’autonomia di otto ore - spiega Fabio Puglia, presidente e fondatore di Oversonic Robotics -. Il suo sistema è gestito da tre potenti computer a bordo, che condividono il carico dei calcoli collaborando anche come sistemi ridondati di sicurezza. Un ecosistema in cloud fornisce le interfacce di controllo e consente di monitorare gli aggiornamenti in tempo reale sul livello di utilizzo di ogni componente, riducendo così drasticamente i fermi macchina e i possibili malfunzionamenti. Una macchina efficiente e interconnessa: più robot possono infatti collaborare tra loro e collaborare per eseguire un compito comune”.

RoBee utile nei reparti covid

Un’idea che nasce durante la pandemia quando era fondamentale evitare il contagio. Ma al tempo stesso garantire servizi (come all’interno di un reperto covid) e produzione (nelle fabbriche).  “Ci siamo chiesti come la robotica potesse aiutare, ad esempio, all’interno di un reparto Covid, dove chi vi lavora è esposto a un alto rischio di contagio - aggiunge Paolo Denti, amministratore delegato di  Oversonic Robotics -. In questo senso abbiamo pensato a una macchina in grado di sostituire efficacemente le persone non solo sul piano tecnico, ma anche dal punto di vista umano: RoBee infatti interagisce, parla, impara e soprattutto immagazzina le informazioni e le condivide”.

Nel 2022 sarà in produzione

RoBee si è già messo al lavoro: nei prossimi mesi sarà oggetto di test all’interno di aziende partner di Oversonic, che lo stanno sperimentando in vista di un successivo inserimento all’interno delle loro strutture. Si parte da aziende per lo più industriali e medicale. In questi mesi verrà sottoposto a tutte le certificazioni del caso, dopo di che sarà un messo in produzione adattandosi alle esigenze del mercato.

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