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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Attualità San Fruttuoso

Il quartiere di Monza che vuole diventare un "borgo" ecosostenibile

Basterebbe attingere ai fondi del Pnrr

C'è un angolo di Monza che sogna di risorgere e di risolvere gli annosi problemi di degrado e di abbandono attingendo ai fondi, ormai prossimi, del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza). Si tratta di San Fruttuoso e a presentare il progetto di rilancio di una parte del quartiere è il Comitato San Fruttuoso. Che già pensa a come rilanciare quell'area sud, quella che viene identificata con l'area del quartiere vecchio. 

"Proponiamo che il comune di Monza e la provincia di Monza e Brianza si facciano promotori di un piano di rigenerazione urbana del borgo storico di San Fruttuoso, coinvolgendo commercianti, imprenditori, proprietari di case e anche la parrocchia - spiega Andrea Seggioli, portavoce del Comitato di San Fruttuoso -. Ci sono edifici e spazi verdi da anni pressoché in abbandono, l’ideale per un progetto innovativo ecosostenibile. Potrebbe essere un tema sviluppato nell’ambito di Brianza Restart ed anche posto sul Tavolo tecnico comunale per lo sviluppo di Monza. Una buona occasione per accedere ai fondi del Pnrr che ha grandi disponibilità a condizione che non si perda tempo e si producano progetti di qualità. Le prospettive future di città smart e green, la diffusione del telelavoro, la ricerca di alta qualità della vita fuori dai centri congestionati, sono tutti elementi di una sfida in corso, in Europa e in Italia, per il rilancio delle cosiddette periferie. Vorremmo che San Fruttuoso e Monza non restassero al palo”.

Il Comitato spinge per un rilancio del quartiere. Non solo la parte nuova, più a nord, ma anche il borgo storico verso sud. Occasione irripetibile sono i piani di riqualificazione delle aree dismesse, ma anche i fondi disponibili nel Pnrr. "A nord, molto valido anche se migliorabile, c’è già il piano attuativo per la riqualificazione della grande area compresa tra le vie Lombardia, Tirassegno, Ticino e Taccona. Fermo alle fasi iniziali, prevede edifici sviluppati in verticale (ma non parliamo di “grattacieli”, perché sarebbe una esagerazione), con servizi e un parco pubblico di 14mila metri quadrati", precisa il Comitato.

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