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Dopo la takahashia japonica adesso arriva lo scarabeo giapponese

Nuovo insetto proveniente dall'Asia

Dopo l'allarme dalla takahashia japonica che sta infestando molte piante della Brianza adesso, dalla Regione Lombardia, arriva anche lo scarabeo giapponese. A lanciare l'allarme è la regione Lombardia che nei ieri, sabato 4 giugno, ha lanciato sulla sua pagina Facebook ha annunciato le modalità per riconoscerla e come inyervenire.Testimonial Giovanni - il comico del trio Ald, Giovanni e Giacomo - che spiega come fare a riconoscere questo insetto alieno che sta colpendo le piante del territorio. "Con il caldo, arriva anche lo scarabeo giapponese (Popillia japonica) pericoloso per le piante, ma non per uomo e animali - si legge sul post -. Come riconoscerlo? Di colore verde metallizzato, ha forma ovale ed è lungo circa 1 centimetro, con ciuffi di peli bianchi. È un insetto gregario, può essere ritrovato in gruppi numerosi mentre si alimenta o si riproduce". 

Dove è comparsa la prima volta

"Da qualche giorno i coleotteri della specie Popillia japonica, conosciuta come Popillia o scarabeo giapponese, hanno iniziato ad emergere dai prati dove hanno passato l’inverno allo stadio di larva - si legge sul sito della regione -. Come negli anni precedenti, da quando cioè nel 2014 questo nuovo parassita delle piante è stato ritrovato per la prima volta in Europa, in un’area del parco del Ticino al confine tra Lombardia e Piemonte, il servizio Fitosanitario di regione Lombardia è impegnato nell’attuazione del piano di controllo. Le attività di lotta, concordate a livello nazionale, hanno lo scopo di contenere la popolazione del coleottero e interessano l’area in cui l’insetto è attualmente presente nelle province di Varese, Como, Lecco, Monza e Brianza, Milano, Lodi, Pavia, Bergamo, Cremona".

Il piano di controllo

"Il piano di controllo prevede l’utilizzo di due tipologie di trappole, una con funzione “attract and kill” e l’altra per la cattura massale - spiegano gli esperti -. Le trappole del primo tipo sono quasi 3000 e sono formate da un treppiede ricoperto da una rete impregnata di insetticida, attirano il coleottero tramite esche specifiche e lo portano a morte. I tecnici del Servizio Fitosanitario le stanno posizionando sul territorio delle aree di più recente infestazione proprio in questi giorni. Le trappole del secondo tipo sono formate da contenitori di plastica sagomati per attirare e catturare i coleotteri con l’aiuto di specifici attrattivi. Queste ultime sono già state tutte posizionate, vengono controllate settimanalmente e forniscono i dati sull’andamento dell’infestazione". Ogni trappola è abbinata ad un cartello informativo e contrassegnata da un codice. Il Servizio Fitosanitario chiede la collaborazione di tutti i cittadini perché le trappole non vengano spostate, sottratte o manomesse. Attenzione: l’utilizzo di trappole è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto il loro potere attrattivo è di molto superiore alla capacità di cattura e di conseguenza la vegetazione che si vuole proteggere, foglie, fiori e frutti, subisce invece danni ancora più rilevanti.

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