Pedemontana / Seveso

Il presidio fuori dall'Icmesa alla vigilia del 10 luglio (e del cantiere di Pedemontana)

Mentre i vertici di Pedemontana incontreranno sindaci e assessori per fare il punto della situazione sui lavori di bonifica i cittadini li aspetteranno fuori con oltre 300 firme per dire no alla maxi autostrada e chiedere un incontro pubblico

Alla vigilia dei lavori di bonifica e soprattutto alla vigilia del 48esimo anniversario del disastro dell’Icmesa il Comitato No Pedemontana scende in piazza dandosi appuntamento proprio davanti al portone di quell’azienda dove in quella calda mattina del 10 luglio 1976 fuoriuscì la nube tossica mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. 

Oltre 300 firme per chiedere l'incontro pubblico

Domani, martedì 9 luglio, mentre i vertici di Pedemontana hanno organizzato un incontro a porte chiuse con gli esponenti del Tavolo della Bonifica, il Comitato li attenderà a Seveso, alle 17, al Bosco delle Querce (ingresso da via Ada Negri), dove consegneranno ai vertici dell'azienda le oltre 300 firme raccolte dai residenti di Meda e Seveso per chiedere un incontro pubblico (come promesso) sulle modalità di bonifica delle terre contaminate dalla diossina e che saranno attraversata dalla maxi autostrada che per 35 km percorrerà la Brianza. “L’incontro pubblico è un dovere di trasparenza previsto dal suo stesso piano di bonifica - ricordano dal Comitato -. È un dovere verso il territorio che ha già subito le conseguenze di scelte fatte sulla testa delle persone senza informare e senza coinvolgere”.

Gli altri eventi

Ma questo non è l’unico appuntamento. Il 10 luglio, proprio nel giorno della drammatica ricorrenza, Seveso Futura, Legambiente e Sinistra e Ambiente Meda organizzano “Passi di Memoria”, visita guidata dal muro dell’Icmesa al Bosco delle Querce con partenza alle 20.15 dal muro dell’Icmesa di Meda. Poi l’11 luglio alle 21 al Centro polifunzionale di Seveso (via Redipuglia) ci sarà la presentazione del fumetto dedicato alla tragedia. Interverrà l’autrice e illustratrice Marta Comunale. All’incontro parteciperà anche Sara De Toni (ricercatrice), e i cittadini che quel 10 luglio di 48 anni fa hanno vissuto la tragedia della diossina. Infine il 12 luglio alle 21 a Meda al Parco Beretta Molla (via Tre Venezie) verrà anche proiettato in lingua originale (con sottotitoli) il cartone animato giapponese “Dioxin no Natsu. L’estate della diossina”.

I "misteri" della diossina

“Sulla questione Seveso ci sono ancora tante domande senza risposta - ha spiegato Davide Biggi, componente del Comitato no Pedemontana -. Per anni non si sapeva neppure quanta diossina fosse fuoriuscita: c’è chi parlava di 300 grammi, e chi persino di 3 quintali. Così come dubbi e contestazioni sono sorte in merito alla mappatura delle zone contaminate (Seveso, Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago e Desio, ndr). La zona A, quella intorno alla fabbrica, era stata quella maggiormente colpita: una grande area poi rasa al suolo sopra alla quale è stato realizzato il Bosco delle Querce”. Nel suo racconto Biggi ricorda i bambini con il volto ricoperto dalle bende, gli oltre 50mila animali abbattuti, quelle aree agricole contaminate dalla diossina che non sono state più coltivate.

"Ecco perché abbiamo paura della diossina"

“Solo negli anni ’90 i dubbi sui criteri della mappatura hanno dato ragione alle persone che avevano sollevato criticità - prosegue -. È per questo che noi adesso solleviamo ancora dubbi e speriamo che l’errore di allora non si ripeta. Secondo noi la bonifica proposta non è in grado di garantire la salute e la sicurezza per tutti. La legge prevede due soglie di rischio per la diossina nel terreno: 10 nanogrammi per metro cubo di terra per le zone residenziali, e 100 nanogrammi per quelle industriali. Lungo il tracciato in diversi punti si sono riscontrate concentrazioni superiori ai 10 nanogrammi, ma inferiori a 100. Ma visto che molti di questi punti rientrano nella tratta della futura autostrada non saranno sottoposti a bonifica perché l’autostrada viene considerata area industriale”.

La paura è che con la movimentazione del terreno e il successivo trasferimento (che Pedemontana ha assicurato in sicurezza) nelle aree di smaltimento la diossina possa diffondersi nell’aria. “Peraltro cantieri e spostamenti avvengono in un’area altamente urbanizzata - incalza Biggi -. È alto il rischio di dispersioni di polveri inquinanti nell’aria. In questo caso non si sta parlando di piccoli interventi, ma di vere e proprie movimentazioni di tonnellate di terra inquinata che verranno smosse e trasferite lungo le tratte della Brianza”. Malgrado le rassicurazioni di Pedemontana in merito all'esecuzioni degli interventi in massima sicurezza i brianzoli hanno ancora paura

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il presidio fuori dall'Icmesa alla vigilia del 10 luglio (e del cantiere di Pedemontana)
MonzaToday è in caricamento