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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Centro Maria Letizia Verga / Via Giovanni Battista Pergolesi

Monza fa scuola in Europa, la Sport Therapy del Centro Maria Letizia Verga è un modello

Il centro monzese svilupperà un protocollo standard di valutazione e di esercizio di precisione per i bambini e adolescenti con patologie oncologiche che verrà messo a disposizione dei centri in Europa

Monza fa scuola in Europa grazie al modello della Sport Therapy del Centro Maria Letizia Verga. Saranno i medici e ricercatori della struttura di cura oncologica pediatrica, grazie alla loro esperienza pluriennale nell’attività di Sport Therapy, a sviluppare un protocollo di esercizi e attività per bambini, adolescenti e giovani adulti con tumori del sangue che verrà condiviso e messo disposizione dei centri partner del progetto di ricerca FORTEe, finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 (GA 945153) e distribuiti tra Spagna, Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Slovenia e Danimarca.

Quando lo sport diventa terapia

La definizione di un protocollo di valutazione e intervento è il primo passo del progetto di ricerca internazionale FORTEe che ha l’obiettivo di dimostrare che l’esercizio fisico e lo sport sono una terapia sicura e potenzialmente efficace per contrastare la fatica, mantenere forza, capacità aerobica, coordinazione ed agilità e per contrastare le problematiche legate alla malattia e alle terapie nei bambini e adolescenti affetti da patologie oncologiche.

Tra le pratiche di Sport Therapy utilizzate al Centro Maria Letizia Verga una novità è rappresentata da Animal Flow, un allenamento a corpo libero ideato da Mike Fitch che imita i movimenti degli animali e trae ispirazione da discipline come lo yoga e la danza. Si tratta di movimenti molto fluidi, che riproducono i ‘gesti’ degli animali come, ad esempio, il gorilla che si sveglia, il granchio che muove le chele, e che sono indicati anche per i bambini più piccoli per rendere l’attività più divertente.

Lo sport per i piccoli pazienti a Monza

Nel Centro di Monza, sin dal momento della diagnosi, per ogni paziente (dai due anni e mezzo fino ai 18 anni) viene definito un allenamento di precisione adattato in base alle condizioni di salute e all’avanzamento della terapia, in costante contatto e confronto con i pediatri. Attraverso il protocollo verrà definito, innanzitutto, quando un bambino in terapia oncologica può iniziare a fare attività fisica anche nelle fasi intensive di trattamento. Successivamente verrà effettuata una valutazione per verificare l’impatto dell’intervento eseguito. Obiettivo finale è quello di rendere l’intervento di Sport Therapy standardizzato in tutta Europa e nel mondo.

“L’intero team di scienziati motori e professionisti dell’esercizio del Centro che lavora quotidianamente con i nostri giovani pazienti ha preso parte a questo progetto con grandissimo impegno, motivazione e serietà. Siamo onorati di poter mettere a disposizione l’esperienza che dal 2017 ad oggi abbiamo maturato ‘allenando’ oltre 500 tra bambini e bambine, adolescenti e giovani adulti affetti da emopatia maligna o sottoposti a trapianto di midollo affinché possano beneficiare di un allenamento che si propone di mantenere efficienti polmone, cuore e muscoli, gli organi che vengono maggiormente compromessi dalle terapie salva-vita” ha spiegato Francesca Lanfranconi, medico dello sport e ricercatore in fisiologia dell’uomo al Centro Maria Letizia Verga.

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