Tumore al pancreas in stadio avanzato: operazione "unica" all'ospedale di Vimercate per una donna

Una donna di 61 anni riceve una diagnosi di cancro al pancreas non operabile: l'ospedale di Vimercate la prende in carico e lo asporta con una tecnica innovativa

Una donna di 61 anni, affetta da tumore al pancreas, è stata operata presso l'Ospedale di Vimercate secondo una tecnica altamente innovativa.

Residente in un comune del vimercatese, E.M. ha scoperto il cancro nel gennaio 2019: la neoplasia era ad uno stadio già avanzato, e aveva compromesso la vena principale del circolo sanguigno intestinale e l’arteria epatica comune (l’arteria che irrora il fegato). Impossibile da asportare chirurgicamente, poteva essere trattato solo con la chemioterapia.

Ma la donna non si è arresa, e ha cercato un'alternativa che le permettesse di continuare la sua vita. “Io sono una donna in salute: ho solo un piccolo tumore di 35 mm all’interno del mio corpo” dice ai medici che la visitano. L’ultima TAC di controllo e l'ecoendoscopia dopo un anno e mezzo dalla diagnosi lo confermano: il tumore è stabile per dimensioni, ma continua a infiltrare l’arteria epatica. 

La struttura ospedaliera di Vimercate la prende in carico nel luglio 2020. Qui si attiva un team specialistico multidisciplinare (oncologo, endoscopista, radiologo, patologo, radioterapista, chirurgo) che sollecita l’intervento operatorio.
L’équipe chirurgica, diretta da Christian Cotsoglou, esegue l’operazione ed esporta il corpo e la coda del pancreas. Si procede poi con la sostituzione completa dell’arteria epatica compromessa con un’altra arteria, asportata in toto e anastomizzata (cucita a mano per ripristinare la continuità dei vasi), utilizzata come nuova arteria epatica. “Questa procedura ha permesso di asportare in maniera macroscopicamente completa il tumore" racconta Cotsoglou.

Gli esami post-operatori eseguiti dalla donna hanno evidenziato come la nuova arteria sia pervia, consente cioè il passaggio del
flusso sanguigno, e permette la vascolarizzazione del fegato senza cui, vivere, sarebbe impossibile. Anche il controllo ecografico intraoperatorio ha confermato la presenza di una pulsatilità arteriosa intraepatica.

“L’intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le diverse figure professionali dell’ospedale e alla grande esperienza dell’equipe chirurgica, maturata non solo nell’ambito della chirurgia oncologica del pancreas ma soprattutto dall’expertise acquisita nei trapianti di fegato, dove le ricostruzioni vascolari di alta complessità sono un requisito fondamentale
per la riuscita dell’intervento” spiega Nunzio Del Sorbo, dg dell’Asst.

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