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Martedì, 3 Ottobre 2023
Attualità Villasanta

Said bloccato per giorni alla frontiera dell'Ucraina: salva 45 gatti

L'avventura del pet detective monzese al ritorno dal suo viaggio umanitario in Ucraina

"Sono stati giorni difficili, pesanti. Di notte dormivo nel furgone con il riscaldamento acceso per evitare che i gatti potessero ammalarsi. Per loro pappa e acqua non mancavano. Io invece non avevo nulla e quando i morsi della fame si facevano sentire con un pizzico di imbarazzo andavo al campo profughi a chiedere qualcosa di caldo". 

A parlare è Said Beid il pet detective brianzolo, appena ritornato dalla trasferta in Ucraina che difficilmente dimenticherà. Said era partito all'inizio di settimana scorsa con un grosso furgone pieno di pappe, medicine, trasportini, vaccini. Alla frontiera lo aspettavano i volontari che avrebbero scaricato e distribuito gli aiuti, non solo per gli amici a quattro zampe, ma anche per la popolazione. Nel frattempo Said avrebbe atteso l'arrivo di una famiglia ucraina che avrebbe dovuto accompagnare nel Nord Italia e recuperare qualche animale che vagava al confine. Ma i piani sono stati (in parte) rivoluzionati. Said infatti è riuscito ad entrare in Ucraina e a salvare 45 gatti che una coppia era riuscita a portare mentre scappavano dalle bombe di Kharkiv. Ma in Ucraina è rimasto bloccato. Said ha le lacrime agli occhi quando racconta la storia di quella famiglia. "Avevano oltre una settantina di gatti. Quando sono iniziati i primi bombardamenti li hanno immediatamente caricati sul furgone e sono scappati verso l'Occidente. Oltre 1.000 km sotto le bombe. Ma purtroppo ne sono riusciti a salvare solo 45. Hanno perso la vita anche tanti cuccioli", ricorda. 

"Sono riuscito ad entrare in Ucraina e recuperare tutti gli animali - prosegue -. Ho dovuto lasciare 'come garanzia' i miei documenti e i documenti del mezzo. Ma al momento di uscire è iniziato il calvario. Ho atteso oltre 3 giorni. Prima la necessità di vaccinare alcuni gatti, malgrado in Europa e in italia in questo momento viene concesso il passaggio libero degli animali da compagnia che arrivano dall'Ucraina. Poi ancora lungaggini per il rilascio degli ultimi documenti". 

Alla fine domenica l'arrivo del via libera e il ritorno in Italia, con tutti i mici al seguito. "Non dimenticherò mai quello che ho visto - ricorda -. Ho mangiato al campo profughi. Avevo fame, era da quasi un giorno che non mettevo nulla sotto i denti. Ho cercato di resistere, ma non ce la facevo più. C'erano persone stremate, affamate". 

In quei giorni bloccato nel limbo della burocrazia Said non si è perso d'animo e ha cercato di salvare altri animali che ha trovato vagare alla frontiera. "Ma tutti i mali non vengono per nuocere - ricorda Said -. Ore ed ore di attese mi hanno permesso di recuperare poveri cani vaganti alla frontiera che i volontari del luogo presenti non riuscivano a prendere. Li ho consegnati nelle loro mani, rimarranno sul territorio accuditi in una terra sicura, fuori dall' orrore che c'è adesso in Ucraina. Ho recuperato anche un cagnolino nero che vagava spaventato che verrà presto portato in Italia. Ce ne sono tanti da aiutare anche da noi in Italia in canili e rifugi (non dimentichiamoli!) e, assicuratomi che quelli recuperati qui al confine avevano possibilità di essere adottati e ospitati dai volontari appositamente presenti sul posto, era giusto che rimanessero con loro al sicuro".

Qualche giorno di meritato riposo e poi Said si metterà di nuovo al lavoro per una nuova iniziativa benefica (non esclude un altro viaggio) per aiutare la popolazione dell'Ucraina e i loro animali. 

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