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"Z" e "Zelensky ebreo", le scritte choc tra le vetrine

Succede a Sesto. Scritte choc anche in metropolitana

Una lettera per indicare, apparentemente, sostegno a Vladimir Putin. Due parole per mettere nel mirino Volodymyr Zelensky. Blitz dei vandali nelle scorse ore a Sesto San Giovanni, dove qualcuno si è divertito a lasciare delle scritte tracciate con la vernice bianca in giro per la città. Il riferimento, fin troppo chiaro, è alla guerra in corso dal 24 febbraio scorso in Ucraina, Paese invaso dalla Russia dello "zar" Putin. 

Nel mezzanino della stazione metropolitana di Marelli, a due passi dall'uscita, sono infatti apparse due grandi "Z", il simbolo usato sui mezzi militari di Mosca e dalla propaganda russa per sposare "l'operazione speciale" lanciata su Kiev. Sulle vetrate della ex sede del credito cooperativo, in via Cesare da Sesto, è invece comparsa la scritta "Zelensky Juden", con un evidente richiamo alle origini ebree del presidente ucraino. 

Le "Z" tracciate nella fermata metro

z guerra russia ucraina sesto-2

"Non occorre essere Sherlock Holmes per riconoscere la mano di qualche vigliacco nazifascista che prima disegna la 'Z' assurta a simbolo di sostegno della guerra di Putin, dopo essere stata replicata dai sui carri armati che hanno invaso l’Ucraina, poi dà dell’ebreo a Zelenskyy", l'accusa di Alberto Bruno, candidato alle primarie del centrosinistra per le elezioni di Sesto con "Un senso per Sesto". "Un minestrone ideologico indegno e incurante di verità e atrocità storiche che colpisce Sesto San Giovanni in modo non casuale", ha denunciato postando sul proprio profilo Facebook le immagini del raid. 

"Non si tratta di spendere parole retoriche ricordando il ruolo di Sesto, medaglia d’oro al valor militare per il contributo dato alla Resistenza, con le sue centinaia di deportati, partigiani e caduti, né si pecca di dietrologia sottolineando che siamo ormai in campagna elettorale e che bisogna garantire un sereno confronto, respingendo le provocazioni e vigilando sui tentativi più o meno pericolosi di seminare tensione, paura. Un compito quest’ultimo che compete in modo particolare alle forze dell’ordine, nelle loro varie articolazioni. Occorre indagare su quanto avvenuto e - ha auspicato Bruno - fare tutto il possibile per prevenire ulteriori azioni di questo tipo. Anche difendendo la nostra democrazia e i nostri valori si garantisce la sicurezza della città".

E non è la prima volta che nel Milanese accade qualcosa di simile. Nei giorni scorsi, infatti, a Cesate erano state disegnate, tra il comune e la stazione, una serie di "Z".  Il sindaco, Roberto Vumbaca, aveva subito parlato di un "atto che più che vandalico definirei vigliacco e indegno". 

"È evidente - aveva proseguito il pirmo cittadino - che ogni orientamento politico è legittimo ed è giusto che si esprima, così come è evidente che la guerra rappresenta il punto più basso del disprezzo della dignità umana. Né io né la mia amministrazione e nemmeno la comunità cesatese si fa intimidire da questi gesti. Gesti - aveva rimarcato - che offendono non solo la sofferenza del popolo ucraino ma anche la generosità di tutti i nostri concittadini che in questi giorni hanno manifestato la loro vicinanza anche in modo materiale a chi in questo momento ha bisogno e necessità". 

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