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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Alimentazione

Cuocere la pasta a fuoco spento: perché il Nobel Parisi lo ha consigliato?

L'importante, perché la cottura passiva riesca, è mettere il coperchio

Con i recenti aumenti del costo dell’energia, e i conseguenti rincari in bolletta, i rimedi per risparmiare presi in considerazione dagli italiani sono diversi. Ce n’è uno in particolare che, da qualche giorno, ha catturato particolarmente l’attenzione dei consumatori. Si tratta della cottura della pasta a fuoco spento, un metodo davvero alternativo per cucinare i nostri spaghetti o le nostre penne. Seppure una novità per molti, questo sistema non è proprio innovativo, in quanto alcuni chef lo sperimentavano già dieci anni fa.

A restituire notorietà a questa particolare tecnica di cottura, un post condiviso su Facebook dal premio Nobel della Fisica Giorgio Parisi, il quale ha subito sottolineato di ribadire informazioni riportate da altri. Grazie a Parisi, però, ora tutti ne parlano, incuriositi e incoraggiati anche dalle affermazioni del chimico Dario Bressanini.

È proprio quest’utimo a ricordare al grande pubblico dei social che non ci troviamo di fronte a niente di nuovo. Il chimico infatti ricorda come non sia l’ebollizione a cuocere la pasta ma bensì il calore trasferito dall’acqua. Ma vediamo nella pratica di cosa si tratta. Chiamato anche cottura passiva, questo metodo consiste nel portare l’acqua in ebollizione per poi buttare la pasta. A questo punto, con l’acqua che ha raggiunto la temperatura necessaria per la cottura, bisogna spegnere il fuoco e mettere il coperchio. Sì perchè, come sottolinea Parisi nel suo post, l’importante è mettere il coperchio. In questo modo il calore non evapora e, rimanendo all’interno della pentola, porta la pasta a cottura. Anche i Pastai di Unione Italiana Food hanno voluto esprimere la propria opinione a proposito della “cottura passiva”. Secondo i pastai, questo metodo risulta efficace cuocendo la pasta con il fuoco spento e il coperchio dopo i primi due minuti di cottura tradizionale. Secondo le stime, così facendo il risparmio di energia e di CO2 potrebbe arrivare fino al 47%.

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