Prevenire l’influenza a tavola: ecco come fare

Prevenire l'influenza (o combatterla) attraverso gli alimenti si può: ecco cosa portare in tavola quando i malanni di stagione ci colpiscono

Foto di RitaE da Pixabay

Come ogni autunno, insieme al freddo arriva il rischio influenza. Anche se il vaccino rimane la migliore forma di prevenzione, un ottimo aiuto contro questo virus può arrivare dalla tavola. Esistono infatti degli alimenti che possono rinforzare il sistema immunitario e addirittura, nello sfortunato caso in cui ci si ammali, velocizzare la guarigione. 

Se si è circondati da persone che continuano a starnutire e tossire, la cosa migliore da fare è fare il pieno di vitamina C: l’acido ascorbico è infatti la migliore arma per prevenire in maniera naturale i malanni influenzali. Il suo fabbisogno giornaliero, pari a 90 mg per l’uomo e 60 per la donna, arriva dalla frutta. Tra le migliori scelte troviamo il kiwi e la papaya, ma ovviamente anche gli agrumi, questi ultimi con l’ulteriore vantaggio di poter essere portati in borsa per consumarli durante le pause giornaliere. Per quanto riguarda la verdura, invece, sono consigliati i broccoli e cavolini di Bruxelles, insieme a spinaci, songino e tarassaco crudi.

Anche il famoso “brodo della nonna” è un ottimo rimedio contro febbre, tosse e raffreddore. Nel suo preparato ci devono essere ortaggi stagionali, ricchi di vitamina C, ma anche cipolla e aglio, con proprietà antibiotiche e antimucolitiche. Diventa inoltre un piatto completo se si aggiungono del riso integrale o del farro (carboidrati), dell’olio extravergine di oliva a crudo (grassi buoni) e del formaggio grana o parmigiano a scaglie (proteine animali). Un altro rimedio contro l’influenza è il brodo di carni bianche come il tacchino, il pollo, e la gallina, facilmente digeribili: cotte insieme ad alloro, timo, o rosmarino, danno un apporto di vitamine e sali minerali. 

Impoertantissima è poi l’idratazione, e dunque l'assunzione della giusta quantità di liquidi quando si è influenzati. Una buona idratazione, infatti, aiuta ad eliminare scorie e tossine prodotte dall’organismo malato, in modo particolare nei bambini e negli anziani, i quali - in caso di stati febbrili prolungati - sono facilmente soggetti a disidratazione. I medici consigliano di bere circa 2 litri di acqua al giorno facendo anche piccoli sorsi, e cercando di non arrivare mai al punto di sentire la sensazione di arsura in bocca. 







 

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