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Domenica, 3 Luglio 2022
Salute

Guerra, pandemia e salute psicologica: come affrontare ansia e paura

Il senso di incertezza e la paura spingono molte persone a chiedere un supporto psicologico: ecco come aiutarsi e come aiutare i piccoli di casa

Gli ultimi due anni sono stati contrassegnati da eventi traumatici collettivi. Prima la pandemia da Covid-19, poi la guerra in Ucraina e la conseguente crisi economica hanno suscitato in tutti noi un sentimento di paura ed incertezza per il futuro. Tutto ciò ha avuto un vero e proprio impatto emotivo sulle famiglie, al punto da portare molte persone a ricorrere ad un supporto psicologico. 

A diffondere il preoccupante dato ottenuto da una ricerca è l’Osservatorio Serenis, la piattaforma che aiuta le persone a trovare il giusto percorso psicologico nonché lo psicoterapeuta adatto a loro. 

La ricerca è stata condotta su 100 psicoterapeuti appartenenti al network e sparsi in tutta Italia, e i risultati che ne sono emersi dimostrano che negli ultimi mesi (quindi nel periodo di pandemia e guerra) 7 richieste di supporto psicologico su 10 derivino da ansia, paura, stanchezza emotiva e senso di impotenza. Un altro importante dato emerso racconta come tutti questi sentimenti e queste sensazioni si siano verificati nell’ambiente sicuro per eccellenza, ovvero la propria casa.

Gli aiuti chiesti ai terapeuti

Come racconta Silvia Wang, fondatrice di Serenis, la piattaforma ha continui confronti con il network di terapeuti al fine di reperire tutte le informazioni qualitative e scientifiche giunte dal campo. L’obiettivo è quello di personalizzare il servizio in ogni suo aspetto, dal reclutamento di nuovi terapeuti fino alla costruzione dei percorsi. 

La crisi e le incertezze provocate dalla pandemia e recentemente dalla guerra hanno ampliato il disagio ad una dimensione “familiare”. A confermarlo sono tutti i terapeuti intervistati, i quali hanno trovato una correlazione tra i disagi individuali provocati da pandemia e guerra e il contesto familiare. 

Tuttavia, sono in aumento anche i casi associabili all’ambito familiare prima che a quello individuale. Sono molti infatti i genitori che si rivolgono ai professionisti per chiedere aiuto su come gestire le paure dei propri figli, mentre in altri casi lo stress e il senso di impotenza causano problematiche nelle relazioni domestiche. 

Dall’intervista fatta ai terapeuti emerge poi un ulteriore dato. In alcuni casi arrivano richieste su come affiancare ed aiutare il proprio partner o il proprio figlio nei disagi del sonno o dell’alimentazione causati dalla crisi. 

I consigli dello psicoterapeuta

Come spiega il Dott. Raffaele Avico, psicoterapeuta di Serenis, l’ansia causata dal prolungarsi della crisi è riconducibile al Disturbo dell’Adattamento. Si tratta di un disadattamento ad una serie di eventi stressanti ricorrenti o cronici che portano il soggetto a confrontarsi con esperienze avvertite come imprevedibili o minacciose, proprio come una pandemia o una guerra. 

Sempre secondo il Dott. Avico, oltre che con la psicoterapia, questo disturbo può essere trattato, soprattutto a livello familiare, con un determinato approccio allo stile di vita. È consigliabile creare attivamente all’interno del nucleo familiare una sensazione di sicurezza personale, evitando l’isolamento e privilegiando le interazioni attraverso la pratica di hobby familiari come disegnare, guardare un film o cucinare. Importanti sono poi una sana alimentazione abbinata all’attività fisica. 

Per quanto riguarda i più piccoli della famiglia, la guerra e la pandemia vanno spiegate evitando la sovraesposizione a fotografie e informazioni. 

Sempre per i bambini, è ancora più importante costruire un clima di protezione attraverso giochi o storie creati su valori positivi, o coivolgendoli attivamente in attività solidali. 

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