La lettera

Jessica Signorile

Giornalista Monza

Lettera a Giulia, uccisa insieme al suo bambino in un castello di bugie di una non favola d'amore

Una mano delicata a sfiorare il pancione. Il centro del mondo. Almeno del tuo.

Accarezzavi quella vita che stava per nascere ed era pronta a trasformare la tua. Ma qualcuno ha deciso per te. Perchè non sapeva scegliere per sé.

Perchè era più facile credere di avere tutto: vivere due vite e due storie parallele fatte solo di bugie. Senza viverne davvero nemmeno una. E sentendosi in diritto di toglierla a te. Qualcuno - anzi, ha un nome e un cognome, lo stesso che avrebbe avuto il tuo bambino - ha deciso di tagliarti la gola con due coltellate e poi sbarazzarsi del cadavere. Cercando su internet come occultarlo, come incendiarlo. Ha deciso di buttarti via come spazzatura. Di bruciare quel corpo che avrebbe detto di amare e dove per sette mesi ha visto crescere suo figlio. 

Non lo meritavi Giulia. Tu e neanche Pierpaola, Anica, Jessica, Rosanna, Wilma e tutte le altre decine di donne e ragazze uccise dall'inizio dell'anno in Italia. Uccise perchè volevano scegliere per se stesse o perchè non hanno fatto quello che qualcuno ha scelto per loro. Da chi ha saputo usare solo violenza perché incapace di altro. E tantomeno di amare.

Saresti stata una mamma meravigliosa Giulia. E noi lo sappiamo. Lo saresti stata anche da sola. Anche senza quell'amore bugiardo di chi, sentendosi piccolo davanti a te, ha preferito spegnere il tuo sorriso e la vita che ti stava crescendo dentro. 

Perché essere bugiardi è facile, basta nascondersi. E appena il suo castello di bugie è crollato Alessandro Impignatiello un posto dove mentire anche a se stesso non lo ha più avuto. E così ti ha ucciso. Forse per non fare i conti con i suoi sbagli, incapace di assumersi le responsabilità di quanto aveva fatto. Incapace di essere un uomo ancora prima di un padre. 

Per essere forti serve coraggio. Quella forza che ogni donna - e soprattutto le mamme - trovano dentro se stesse anche di fronte al buio più grande. Un coraggio innato di guardare in faccia la vita anche quando ti ha giocato lo scherzo più brutto e ha scombinato i tuoi piani, mescolando le carte di una partita che ti sembrava un poker di assi perfetto. Hai avuto il coraggio di cercare e ascoltare la verità. Di pretenderla. E noi sappiamo che avresti fatto la tua scelta. Avresti capito che bastavi a te stessa e al tuo bambino. Che non ti serviva nessun altro. E che a tuo figlio avresti dato tutta te stessa senza nasconderti in nessuna bugia. E la tua scelta l'avresti fatta con coraggio. 

E forse non poteva accettare che tu ne avessi più di lui.

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