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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La cucina di Nicolò

La cucina di Nicolò

A cura di Nicolò Farina

La cucina è sempre stata la sua passione. Fin da quando, ancora bambino, si immaginava dietro ai fornelli e precisamente in una grande cucina a sperimentare i piatti della tradizione. Ma non solo. Un sogno diventato realtà quello di Nicolò Farina, classe 2000, nato e cresciuto in Brianza e una grande passione per la gastronomia. Dopo la maturità all’Istituto alberghiero don Gnocchi di Carate Brianza decide di approfondire teoria e pratica iscrivendosi ad ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, accademia dell’ospitalità fondata dal Maestro Gualtiero Marchesi a Colorno (PR), riconosciuta universalmente come una delle migliori al mondo. Un’esperienza che gli ha permesso di confrontarsi con i più grandi chef e gastronomi del panorama italiano e internazionale. La realizzazione di un sogno che, però, avveniva in un momento particolare: un momento nel quale la cucina era stata messa da parte. Era l’inizio del 2021, in piena pandemia, quando Nicolò Farina ha discusso la tesi diventando cuoco professionista della cucina italiana. Proprio quando i ristoranti iniziavano a riaprire ma con pochi clienti, quando le tavolate apparivano come ricordi, e la paura di non poter ricominciare era tanta. Ma non si è fermato. “La mia cucina si basa sulla scoperta dei sapori locali e di quelli della tradizione lombarda – aveva raccontato in un'intervista a MonzaToday -. Anche se in realtà amo anche scoprire la cultura enogastronomica delle altre regioni e degli altri Paesi”. Ma il legame con la sua terra è profondo e ha deciso di portarlo anche in cucina. “Il mio sogno è aprire un locale dedicato alla cucina lombarda – prosegue -. Nel frattempo propongo i piatti della tradizione”. Pur non essendo un amante della casseuola ha una forte passione per quello che la terra brianzola produce. “Il mio piatto preferito è la trippa”. Da allora non si è più fermato e nel suo curriculum vanta prestigiose esperienze lavorative e di stage con chef stellati del calibro di Giancarlo Morelli, Gianni Tarabini, Edoardo Fumagalli, Roberto Conti e altri. “Come diceva il maestro Marchesi – conclude Nicolò Farina - ll cuoco deve essere prima di tutto esecutore, poi può divenire interprete e solo alla fine compositore. Per me “la cucina italiana, con le sue innumerevoli variazioni regionali e locali, non ha bisogno di essere cambiata, bensì innovata nelle tecniche ma lasciata tradizionale nell’anima stessa delle ricette: questo vuol dire rispettarla”.

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