Monza Reale

Monza Reale

L’angolo incantato della Villa reale: il roseto di Monza e la sua storia

Tutti quei piccoli gioielli passavano dalle sue mani. E lui ne era fiero. Tanto. 

Io non ho mai conosciuto personalmente Vittorio, ma mi aveva ringraziato molto per l'articolo che avevo scritto sul suo amato roseto. La notizia della sua scomparsa mi ha toccato molto, e per lui vorrei che tutti noi monzesi potessimo fare qualcosa in suo ricordo: sono certa che Vittorio sarebbe felice se i monzesi imparassero ad amare come lui il suo roseto.

La Villa Reale, così maestosa ed imponente, spesso toglie l’attenzione ad un angolo per me magico: il Serrone con il suo roseto. Uno spazio così romantico, un tripudio di magnifiche rose, un’esplosione di colori e profumi.

Esso fu voluto nel 1964 da un personaggio monzese molto importante, Niso Fumagalli, imprenditore che fondò la nota fabbrica di elettrodomestici Candy. Il Signor Fumagalli era un grande appassionato di questo fiore e nei suoi vari viaggi all’ estero visitò molti roseti, traendo così spunto per creare quello di Monza. Egli diede quindi vita all’ “Associazione Italiana della rosa” e al magnifico roseto, degno della grande tradizione italiana nella coltivazione delle rose.

Una particolarità poi del concorso che si svolge nel mese di maggio al Roseto della Villa Reale è che si premia anche la rosa più profumata: Niso Fumagalli, oltre ad amare i colori e le varie forme delle rose, voleva dare importanza anche al loro profumo, creando così il premio unico in Italia.

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Una curiosità invece che più mi affascina del nostro roseto è il suo legame con Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone e madre del Vicerè d’Italia Eugenio de Beauharnais: la donna amava tantissimo le rose e quando soggiornava a Monza in visita al figlio ed ai nipoti si dedicava alla cura dei fiori, facendo probabilmente nascere il primo vero roseto della nostra città.

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