Oltre 200 i professionisti presenti al convegno Unises

A fare gli onori di casa è stato il Vice Presidente dello stesso ordine Carlo Luigi Brambilla, che ha ceduto poi la parola all’Assessore Provinciale per la Pianificazione territoriale e dei parchi Cristiano Crippa e al Sindaco Roberto Scanagatti, i quali hanno ribadito l’importanza di stimolare la rigenerazione urbana quale volano di ripresa per uscire dalla corrente e profonda crisi economico-finanziaria.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Si è tenuto presso la nuova sede dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza, di fronte ad una platea composta da oltre 200 professionisti della Lombardia, il convegno promosso dal Centro Studi Economici Unises per presentare il piano nazionale quadro "Italia obiettivo 2035 - Benchmark Macroeconomici per il paese Italia" e il "Piano nazionale di ammodernamento urbanistico - Effetti sullo sviluppo economico e sull'occupazione nel paese Italia".

A fare gli onori di casa è stato il Vice Presidente dello stesso ordine Carlo Luigi Brambilla, che ha ceduto poi la parola all'Assessore Provinciale per la Pianificazione territoriale e dei parchi Cristiano Crippa e al Sindaco Roberto Scanagatti, i quali hanno ribadito l'importanza di stimolare la rigenerazione urbana quale volano di ripresa per uscire dalla corrente e profonda crisi economico-finanziaria.

Numerosi gli interventi finali da parte di esponenti di ordini e collegi professionali:

- Maria Grazia Angiolini, Consigliere Ordine degli Architetti della Provincia di Monza e Brianza, che ha rappresentato le iniziative poste in essere negli ultimi anni dall'Ordine Nazionale per stimolare quadri normativi sovrapposti alla rigenerazione urbana;

- Roberto Pizzagalli, Segretario del Collegio dei Periti Industriali di Monza e Brianza, che ha auspicato un grande successo del tour nazionale Unises nell'interesse di tutti gli operatori economici e di tutta la collettività;

- Carlo Mussi del Consiglio notarile di Milano, Lodi, Monza e Brianza, Varese, che ha ribadito il proprio apprezzamento sull'iniziativa Unises, rispetto a quelli già espressi dai colleghi Giovannella Condò, intervenuta il 2 luglio in occasione della tappa di Unises a Milano e Ignazio Leotta, intervenuto il giorno prima al convegno Unises di Varese;

- Marisa Curto, Consigliere dell'Ordine dei Consulenti del lavoro di Monza e Brianza, che ha portato un pieno apprezzamento ai piani strategici Unises, che integrano strategie sia uno sviluppo economico sostenibile, che per una piena occupazione.

Entrando nel merito, l'economista Stefano Baldassini del Centro Studi Economici Unises è partito dalle cause che stanno distruggendo il sistema economico-produttivo del Paese, rispetto alle quali sono fondamentali quattro macro riforme strutturali - per permettere all'Italia di uscire dall'irreversibile crisi economico-finanziaria:

1) un ammodernamento dell'assetto istituzionale, ormai obsoleto e con troppi centri di potere e burocrazia;

2) uno snellimento del quadro normativo con oltre 300.000 leggi, che rendono il paese Italia non competitivo rispetto ad altri player europei che operano con circa 10.000 norme;

3) l'istituzione di strumenti di pianificazione a medio lungo termine per stimolare l'economia reale (piani sistemici nazionali) su alcuni settori strategici tra i quali in primis: urbanistica, manifatturiero, agroalimentare, turismo e infrastrutture;

4) l'istituzione di fondi strutturali dedicati per porre fine al corrente blackout-finanziario sull'economia reale, ovvero, l'istituzione di una società di scopo sistemica quotata in borsa e partecipata dallo Stato, dalle Banche, in grado di emettere obbligazioni (Italy bond) con alto rating, in virtù dell'assetto societario sopra indicato, di una governance dualistica con un Consiglio di Sorveglianza (con esponenti di Banca d'Italia, Bce e Fmi) ed un Consiglio di Gestione, nonché, di una particolare garanzia di solvibilità a tutela degli investitori domestici e internazionali, rappresentata da un'imposta di tutela dei fondi strutturali quale strumento per regolare, anno per anno, le eventuali sofferenze sugli impieghi di ogni singolo fondo strutturale, stante la funzione di utilità sociale degli stessi.

Baldassini è quindi entrato nel merito del piano nazionale quadro "Italia Obiettivo 2035", sottolineando l'esigenza di avviare 100 miliardi l'anno di stimoli per investimenti da parte di operatori economici e famiglie in "capitale fisso" ovvero in immobilizzazioni materiali e immateriali, indispensabili per potenziare e rigenerare tutta la struttura economico-produttiva del sistema Paese al fine di renderlo efficiente, competitivo e, quindi, in grado di mantenere e conquistare quote di mercato domestiche e transnazionali nella corrente sfida globale tra player mondiali. Di questi 100 miliardi, 67 sono sovrapposti a stimoli per l'ammodernamento urbanistico, 33 ad una pluralità di altri settori, ovvero, in primis: manifatturiero, agricolo, turistico e delle infrastrutture.

Gli effetti di tali stimoli sono stati illustrati sotto il profilo econometrico, rispetto al macro-ciclo economico che traguarda al 2035. In particolare sono stati riepilogati: gli effetti degli stimoli sul Pil ante e post moltiplicatore; l'occupazione stimolata dal Piano Nazionale Quadro; il piano di riduzione della pressione fiscale e i relativi effetti di stimolo sul PIL ed ancora di stimolo sull'occupazione; gli effetti del Piano Nazionale Quadro sul rapporto debito pubblico/PIL ai fini del conseguimento dell'obiettivo fissato dal fiscal compact nel 2035, ovvero, del relativo rapporto pari al 60%; la sostenibilità del Piano Nazionale Quadro rispetto al rapporto debito privato/PIL; il fabbisogno e la sostenibilità finanziaria del Piano Nazionale Quadro anche in ragione delle propensioni al risparmio stimolate, la crescita della spesa pubblica sanitaria e pensionistica rispetto all'evolutiva della gaussiane della popolazione residente stimata dall'Istat per il 2035.

Dopo la retrospettiva sul piano "Italia obbiettivo 2035", Baldassini ha illustrato i contenuti del "Piano nazionale di ammodernamento urbanistico", del quale sono stati illustrati i principali presupposti attuativi sotto il profilo normativo, ovvero:

- promulgare un nuovo Testo Unico Urbanistico che inverta gli indirizzi normativi che nel XX secolo hanno accompagnato i processi di espansione urbana a favore di nuovi indirizzi sovrapposti alla rigenerazione urbana, ovvero, riqualificazione dei centri storici, demolizione e riedificazione delle periferie;

- individuare nella rigenerazione urbana "carattere di utilità sociale" meritorio, come tale, di essere inserito nel contesto normativo come "obbligo" e non più come "diritto".

Infine sono state illustrate le analisi macroeconomiche del "Piano nazionale di ammodernamento urbanistico", sovrapposte a un primo macro-ciclo trentennale e, quindi fino al 2043, rappresentando le stime relative a:

- stimoli ante e post moltiplicatore prodotti sul PIL dal piano nazionale, che prevede 67 miliardi/anno di appalti edili;

- stimoli prodotti sul PIL dalla filiera finanziaria dei fondi strutturali che sviluppa, in termini di ricavi correlati al piano nazionale di ammodernamento urbanistico, 2 miliardi di euro nella fase di start up, per arrivare progressivamente a 60 miliardi di euro nel trentesimo anno, il tutto, a valori attualizzati;

- stimoli occupazionali pari a quasi 1 milione di nuovi occupati nella fase di start-up e pari a circa 2 milioni entro il primo ciclo trentennale;

- una pianificazione della progressiva riduzione della pressione fiscale aggregata (oneri sociali, imposte dirette e indirette) dall'attuale 44,34% al 30% entro il macro-ciclo economico in esame;

- effetti sul rapporto debito pubblico su Pil, rispetto al conseguimento degli obiettivi fissati dal fiscal compact;

- sostenibilità del rapporto debito privato su Pil in costanza di erogazione dei finanziamenti a lungo termine (mutuo fondiari) a imprese e famiglie necessari per stimolare il piano.

Fortemente coinvolte le platee d'intervenuti rispetto al passaggio finale proposto da Baldassini per centrare l'obiettivo e aiutare l'Italia ad uscire dalla spirale negativa in cui è caduta da ormai diversi anni. Unises a tal proposito seguirà due diversi percorsi:

- il primo, sovrapposto all'art. 71, comma 1 della Costituzione, consisterà in un approccio continuativo di audizioni presso: Commissioni Consiliari Regionali, Conferenza Stato-Regioni, Anci Regionali e relativi Sindaci, Commissioni Parlamentari, Commissioni Ministeriali, Governo, Banca d'Italia, ABI;

- il secondo, sovrapposto all'art. 71, comma 2 della Costituzione, prevede invece la possibilità di presentare progetti di legge da parte dei principali stakeholder, operatori economici e cittadini, rispetto ai quali UNISES sta strutturando un progetto di cooperazione volontaria tra il proprio Centro Studi Tecnico-Economico-Giuridico e Ordini, Collegi professionali, Associazioni di categorie produttive e Associazioni sindacali.

UNISES continua il tour nazionale con le tappe programmate per il 29, 30 e 31 ottobre a Verona, Brescia e Bergamo.

Ogni più ampio approfondimento è disponibile sul canale unises.org.

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