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Lo schema disegnato dal Corriere delle Sera

Lo schema disegnato dal Corriere delle Sera

Monza con Como, Lecco e Varese: una sola maxiprovincia

L'ufficio di presidenza del Consiglio delle Autonomie ha preparato la proposta per il riordino delle province: Brianza assieme ad altri tre capoluoghi. Deroga per Sondrio e Mantova, restano Milano, Pavia, Bergamo e Brescia

MONZA -  E ora la maxi provincia potrebbe diventare realtà. L'ufficio di presidenza del CAL (Consiglio Autonomie Locali)  avrebbe messo a punto la proposta di revisione delle province in Lombardia. Lo riporta il Corriere della Sera in un articolo pubblicato sul numero di oggi. Monza sarebbe accorpata con Varese, Como e Lecco in una grande maxi provicina dell'industria.  Nessuna modifica per Milano, Bergamo, Brescia e Pavia: richiesta di deroga invece per Sondrio e Mantova.

LA VICENDA - Non solo Grande Brianza quindi, ma una maxiprovincia pedemontana dell'industria. "Delle obiezioni me le aspetto di sicuro, ma dovevamo rispettare esigenze dettate dalla legge - ha dichiarato  Guido Podestà, presidente del CAL, oltre che della Provincia di Milano - Una legge, beninteso, che ci sembra tutt'altro che perfetta" ha chiosato il politico.

I criteri da rispettare previsti nel decreto del Governo erano due: uno territoriale (superficie di almeno 2.550 kmq) e uno demografico (popolazione di almeno 350.000 abitanti).  Nella bozza, Milano diventa area metropolitana, Bergamo e Brescia sono confermate, così come Pavia. Lodi e Cremona verrebbero accorpate, così come Monza, Como, Lecco e Varese. Deroghe per Sondrio, in virtù della specificità del territorio montano, e per Mantova: "Mantova  è la più defilata tra i territori lombardi - prosegue Podestà sul quotidiano di via Solferino - E' circondata da province di altre regioni, i suoi collegamenti passano dal Veneto e dall'Emilia e anche in questo caso ci è sembrato giusto preservarne l'autonomia". Nessun problema, invece, per Cremona e Lodi che avevano da tempo dato la disponibilità a fondersi in un unico ente.

LE REAZIONI - Podestà rileva che nessuna delle quattro province attuali (nè Monza, nè Como, nè Varese nè Lecco), da sola, rispetta i parametri: la decisione di accorparle nasce da questo. "Sarebbe una maxiprovincia dell'industria - spiega al giornalista  Claudio del Frate - un tessuto economico omogeneo e ininterrotto. Non ce la siamo sentita di chiedere altre deroghe".

Il presidente sottolinea che la Lombardia ha "fatto i compiti", e si aspetta che altrettanto facciano le altre regioni. Ora tocca al Pirellone presentare la proposta al Governo, che potrà eventualmente decidere modifiche per decreto. E già arrivano le prime reazioni. "La realtà supera la fantasia e anche in questo caso è uscita una proposta semplicemente irricevibile" - è il commento di Dario Galli, presidente della provincia di Varese. "Non posso evitare di evidenziare l'incoerenza di forze politiche, che a livello territoriale dicono cose diverse rispetto a quanto vanno sostenendo nei piani superiori". Galli prosegue e rilancia: nel caso di un accorpamento con le province di Como, Lecco e Monza-Brianza la Provincia di Varese "chiederà lo statuto di Provincia autonoma, vista la contiguità con lo Stato federale elvetico e le particolari caratteristiche territoriali".

PROSSIMA RIUNIONE -  Resta sul tavolo, nel caso si proceda all'unione, la questione del capoluogo: dove sarà? Monza è troppo vicina a Milano, ma è la più ricca, Como ha più storia, solo per parlare delle due più accreditate. La riunione dell'assemblea dal CAL è prevista per il 2 ottobre, presenti tutti i rappresentanti delle province interessate: in quella sede la proposta sarà discussa. Sarà poi la volta della Regione girare il testo definitivo a Roma.

 

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