Abortisce in ospedale, le lasciano il feto morto nell’utero

La donna, una trentottenne, era stata operata una prima volta all'azienda ospedaliera di Desio e Vimercate. E' stato necessario un secondo intervento per una setticemia causata dal feto morto in utero

Il primo intervento era avvenuto all'ospedale di Desio - Repertorio

La drammatica decisione di abortire, imposta dalle condizioni di salute del feto. L’intervento. La setticemia. E il nuovo intervento d’urgenza. 

Sono queste le tappe della via crucis di una donna di trentotto anni, che ha denunciato alla procura di Monza i medici di un ospedale brianzolo dove sarebbe stata sottoposta ad un intervento - non riuscito - per l’interruzione di una gravidanza. 

Il giorno successivo al primo intervento, la trentottenne avrebbe avuto ancora gravi problemi di salute e in un altro ospedale avrebbero scoperto che il feto era ancora nell'utero.  

Il primo aborto,che secondo la denuncia non sarebbe stato portato a termine, si era svolto nell'ospedale di Desio, l’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate. Secondo quanto denunciato dalla donna, a fine maggio aveva scoperto, durante una visita di controllo presso la sua ginecologa di fiducia a Milano, che il feto, alla dodicesima settimana di vita, non aveva più battito. 

Si era così messa immediatamente in contatto con l'ospedale più vicino a casa, quello di Desio, dove le era stato fissato un appuntamento per il mattino seguente. Accompagnata dal marito, prima di entrare in sala operatoria aveva anche chiesto espressamente un successivo esame approfondito sul feto per poter capire le cause del decesso. 

A intervento ultimato la donna è tornata a casa con il marito. Ma il suo incubo era appena iniziato. Il giorno dopo la prima operazione, i dolori all’addome sono aumentati, tanto da convincere la trentottenne e suo marito a recarsi all’ospedale di Melzo, nel milanese. 

Lì i medici hanno riscontrato un principio di setticemia causato dalla presenza del feto morto in utero. I dottori non hanno potuto far altro che operare nuovamente la donna. 

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La Procura di Monza ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche della donna di tutti e due gli ospedali.

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