Insulta una passeggera e la spinge: capotreno condannato

Un abuso di potere che è finito in un'aula del Tribunale e ha difeso la giovane spintonata e costretta ad abbandonare il treno

Ingiurie, violenza privata e l’aggravante dell’abuso di potere.

Sono queste le accuse che pendono su un capotreno di 31 anni protagonista di un vergognoso episodio che ha coinvolto una ragazza 23enne residente a Vedano che ha avuto la spiacevole sfortuna di incontrarlo su un convoglio.

L’uomo ha pretesto con prepotenza che la giovane gli mostrasse il biglietto, presumendo che lei non ce l’avesse e apostrofandola come “ladra”.

Ma il capotreno non si è fermato a questo: secondo la versione della donna l’avrebbe anche spintonata e costretta ad abbandonare il convoglio.

Un’abuso di potere bello e buono che dal vagone è finito dritto in un’aula di Tribunale.

Mercoledì sera è arrivato il verdetto per il caso: l’uomo è stato condannato a 6 mesi di reclusione ma la sentenza ha stabilito che la sospensione della pena fosse subordinata al pagamento di 2500 euro di risarcimento.

Ma, stando alle dichiarazioni rilasciate in aula da un’agente della Polfer, non sarebbe la prima volta che il capotreno si è trovato coinvolto in episodi analoghi dove ha agito con prepotenze e violenza.

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