Aci Milano: "Alle aziende? Consigliamo il mobility manager"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Sono circa 220.000 i mezzi euro 3 diesel a quattro ruote, privi di filtro anti particolato,  che non possono circolare in queste ore a Milano e provincia dopo le ordinanze “anti-smog” emesse dal Comune del capoluogo lombardo e da alcune amministrazioni dell’hinterland.

Il dato, diffuso da Automobile Club Milano, fa riferimento al ‘parco circolante’, ovvero ai veicoli che hanno pagano il bollo nell’anno 2011. Nel dettaglio si contano 170.000 autovetture (più di un terzo a Milano città), 44.000 veicoli per il trasporto leggero e 6.000 per quello pesante.

“Anche in questa occasione – si legge nella nota di Automobile Club Milano  - ci rivolgiamo alle Istituzioni competenti per avviare un confronto con chi, come noi, vive quotidianamente e sul campo le problematiche della circolazione e del traffico a Milano e provincia”.

“Esistono progetti ancora troppo spesso poco considerati che, nel medio periodo, possono portare risultati importanti. Un esempio pratico?  Quello del “mobility manager”, ovvero quella figura che, all’interno dei luoghi di lavoro - siano essi aziende private, enti o pubbliche amministrazioni - studia e ottimizza, a ogni livello, gli spostamenti da e verso la sede lavorativa".

"In Lombardia – conclude Automobile Club Milano –   sono ancora pochissimi: è necessario farli diventare molti di più, individuando anche “mobility manager di territorio”. Persone, adeguatamente formatedestinate a studiare e valutare singolarmente - in rete con le realtà produttive della zona di competenza - gli spostamenti delle maggiori vie di comunicazione stradale come, ad esempio, la Paullese, la Rivoltana, la Cassanese, la Vigevanese o sulle direttrici della Brianza, ovvero tutti quei collegamenti strategici che portano a Milano”.

 

 

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