Rubarono due quadri da 26milioni di Renoir e Rubens: arrestata banda di ladri d'arte

Il furto avvenne nell'aprile del 2017 in un locale del consolato albanese a Monza

Immagine repertorio

Sono stati arrestati dai carabinieri i cinque presunti ladri che nell'aprile 2017 rubarono due quadri Rubens e Renoir, dal valore di 26 milioni di euro, a un gallerista italiano. I presunti malviventi — cinque italiani e un croato — sono stati arrestati al termine di un'indagine messa a segno dai carabinieri del gruppo tutela del patrimonio culturale con il coordinamento della procura di Monza.

La banda è accusata di furto con l’aggravante della fraudolenza; ad oggi le due opere d'arte — "Sacra famiglia" di Rubens e "Fanciulle sul prato" di Renoir — non sono ancora state trovate.

Il furto

Tutto era accaduto il 20 aprile 2017 quando un gallerista piemontese si è visto rubare davanti agli occhi due preziosi quadri da parte di finti uomini d'affari ebrei: due tele di Renoir e Rubens, non di Rembrant come invece era trapelato nel 2017.

Secondo quanto ricostruito, dopo diversi contatti preliminari con gli acquirenti il mercante d'arte si sarebbe presentato con le due preziose opere a Monza, in uno studio preso in affitto dai finti compratori per concludere l'affare. I locali dove i due hanno dato appuntamento al venditore si trovavano all'interno della villa che a Monza ospita la sede del Consolato Albanese. Nonostante l'estraneità totale alla vicenda dell'ufficio diplomatico, i due truffatori hanno fatto credere all'uomo, scegliendo proprio quella sede, di avere agganci e conoscenze altolocate così da rassicurare il mercante in merito alla trattativa. Tanto da non metterlo in allarme nemmeno quando i due, con una banale scusa, si sono allontanati dalla stanza. E non sono più tornati, facendo sparire insieme a loro anche i quadri.  

Le indagini

Le ricerche sono iniziate subito dopo la denuncia: i militari hanno individuato prima un 44enne di Trezzano sul Naviglio, poi due monzesi che avevano messo a disposizione i locali dove si è consumato il furto. Durante le successive attività investigative le forze dell'ordine sono arrivate agli altri due presunti malviventi: padre e figlio che vivono rispettivamente a Vigevano e Seregno. I due avrebbero fornito supporto logistico, oltre che le utenze telefoniche, al finto acquirente.
 

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