Cronaca

Il documentarista monzese Adriano Zecca conquista il Film Festival di Nanjing

Ha vinto il primo premio nella sezione Short Film al concorso cinematografico cinese

Il “Ritorno all’eden perduto” conquista anche la Cina. Il documentario realizzato a Siberut in Indonesia, con protagonista una famiglia monzese, ha conquistato il premio come miglior documentario all’International Film Festival di Nanjing.

Una grande soddisfazione per Adriano Zecca e per la sua famiglia che, nel 2019, a mezzo secolo esatto da quel documentario realizzato dall’allora giovane documentarista monzese, sono ritornati per immortalare un “paradiso” che ormai non c’è più.

Adriano Zecca, oggi 76 anni, è felice di questo ennesimo riconoscimento per un lavoro che, per la prima volta, non lo ha visto dietro alla macchina da presa. Ma come protagonista.

“Il documentario è stato selezionato tra quasi 3mila lavori - spiega Zecca - provenienti da 76 Paesi diversi. Ha conquistato il primo premio nella sezione short film”.

Una storia particolare dietro a quel “Ritorno all’eden perduto”: un viaggio, un documentario, ma soprattutto tantissime emozioni vissute in famiglia. Adriano Zecca, in quel ritorno a Siberut, era accompagnato dalla moglie Magda e dai figli Raùl ed Eloy. Adriano si è occupato della regia, mentre riprese, fotografie e testi sono stati realizzati dai suoi figli.

Con i quali ha vissuto l’emozione di ritornare in un paradiso che, dopo 50 anni, era completamente cambiato.

“Il mio viaggio a Siberut risale all’estate 1969 - ricorda - Ero un giovane documentarista che ha avuto la fortuna di vedere con i propri occhi un’isola e un popolo fermo all’età della pietra. Le persone senza abiti, con il corpo ricoperto totalmente di tatuaggi”.

Un mondo che, cinquant’anni dopo, Adriano non ha più ritrovato. Un eden perduto, che la macchina da presa - oggi come ieri - ha reso immortale.

Quella sua prima volta è rimasta nel suo cuore e in occasione del suo ritorno, mezzo secolo dopo, ha deciso di mettere nello zaino anche le foto in bianco e nero scattate in quei villaggi.

“Villaggi oggi molto diversi – aggiunge -. Gli abitanti non sono più nudi, le capanne hanno lasciato il posto ad abitazioni con parabole e pannelli solari”.

Un documentario che alcuni mesi aveva conquistato anche la giuria di un concorso cinematografico in Nepal. Adriano Zecca ha ancora un sogno: poter mostrare questo suo viaggio anche ai monzesi. Un viaggio ammirato in tutto il mondo e che, adesso, vorrebbe poter presto proiettare e raccontare anche ai suoi concittadini.

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