Aggressione al capotreno, Trenord fa un appello per la Sicurezza

"Il servizio ferroviario non può difendersi da solo" sottolinea l'amministratore delegato Cinzia Farisè. 44 le aggressioni al personale dall'inizio dell'anno

La stazione dopo l'aggressione (Scatto D. Lanzani, Fb)

Un “Progetto Security” con un investimento da cinque milioni rimodulato di settimana in settimana, operatori di sicurezza raddoppiati rispetto al 2015 e interventi mirati in luoghi dove frequentemente si registrano minacce, violenze verbali, presenza di indigenti, atti vandalici, viaggiatori intemperanti, aggressioni al personale ed evasione dei titoli viaggio.

Tutto questo però evidentemente non basta.

Dopo l’aggressione al capotreno alla stazione di Villapizzone ad opera di una gang di salvadoregni che ha reagito con la violenza all’invito del capotreno a scendere dal treno perché i giovani erano sprovvisti di titoli di viaggio è intervenuta l’amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè.

“A nome di tutta Trenord, condanno con fermezza questo gravissimo atto ed esprimo ai nostri colleghi e alle loro famiglie la nostra vicinanza e la nostra solidarietà – ha detto Farisè. La sicurezza di migliaia di Clienti e del nostro personale deve poter contare su requisiti minimi per l’espletamento del servizio, specialmente in alcuni orari”.

“Il servizio ferroviario non può difendersi da solo” ha aggiunto “occorrono unità di forze e presidio costante delle stazioni più a rischio, per arginare un fenomeno grave e per dare una risposta efficace alla pressante domanda di sicurezza. Questo chiede a gran voce il personale di Trenord. Ho il dovere di rappresentare questo appello corale alle istituzioni e alle forze dell'ordine il cui supporto, in aggiunta agli sforzi straordinari messi in campo dall’azienda negli ultimi mesi, è indispensabile”.

A partire dall’inizio dell’anno sono state 44 le aggressioni al personale di Trenord: in 18 casi si è trattato di aggressioni fisiche, in altri 26 di violente minacce verbali. Dall’inizio del 2015 Trenord impiega ogni giorno, sui treni e nelle stazioni, 63 operatori di security, il doppio rispetto al 2014.

Dallo scorso mese di aprile l’azienda ha attivato uno speciale progetto di monitoraggio che ha permesso, grazie alla partecipazione attiva di tutto il personale di bordo, di individuare i treni e i luoghi dove frequentemente si registrano minacce, violenze verbali, presenza di indigenti, atti vandalici, viaggiatori intemperanti, aggressioni al personale ed evasione dei titoli viaggio. A seguito di ciò è stato approntato un “Progetto Security” che viene rimodulato di settimana in settimana e che per il 2015 richiederà un investimento complessivo pari a circa 5 milioni di euro, in aggiunta agli oltre 8milioni di euro che l’azienda spende per il ripristino delle carrozze vandalizzate.

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