Anziana in coma: così l'aggressore l'ha ridotta in fin di vita

La ricostruzione di quei minuti di follia. L'aggressore si è scagliato contro la donna con una violenza inaudita: per i calci dati, al momento dell'arresto faceva fatica a camminare

La donna è in coma al San Gerardo (Foto repertorio)

Non si è fermato neanche quando Francesca era ormai sull'asfalto, inerme e senza la minima possibilità di reagire. Ha continuato a colpirla con una violenza inaudita. Con una rabbia e una forza che i carabinieri che lo hanno arrestato ancora non riescono a spiegarsi. 

E' inquietante e spaventosa la ricostruzione di quei dieci minuti di terrore e follia andati in scena lunedì sera poco dopo le venti in via Virgilio a Carate Brianza. Sull'asfalto è rimasta Francesca Consonni, pensionata settantottenne. A ridurla in quelle condizioni, in coma in un letto dell'ospedale San Gerardo, G. C., un trentasettenne vicino di casa

Cosa sia scattato nella testa dell'uomo, in cura per problemi psichici da uno psicoterapeuta privato, è impossibile da capire. Agli agenti che lo hanno fermato e arrestato per tentato omicidio non ha saputo dire nulla, non ha spiegato nulla. 

Ma sono stati gli stessi militari a ricostruire quei minuti di violenza inaudita. Francesca esce da casa della cognata e va verso casa sua, al civico 18, che dista pochi metri. E' qui che il suo cammino si incrocia con quello del suo aggressore. 

Il trentasettenne, un uomo di un metro e novanta per quasi cento chili, la colpisce. Pugni al volto e alla testa. Francesca cade sull'asfalto, già priva di sensi, ma lui non si ferma. Continua a colpirla con calci alla testa: calci dati con talmente tanta violenza che al momento dell'arresto - fanno sapere dal comando provinciale di Milano - l'uomo fa fatica a camminare. 

Picchia e urla, il trentasettenne. Riduce la pensionata in fin di vita e - spiegano i militari a MonzaToday - grida contro di lei frasi sconnesse, rivolgendosi alla donna come se in realtà stesse parlando con un uomo. Probabile, ipotizza chi indaga, che abbia scambiato la sua vittima per un uomo col quale aveva avuto problemi in passato. 

Quello che è certo è che la settantottenne ora lotta tra la vita e la morte al San Gerardo, con i medici che non possono operarla per delle complicazioni cliniche sopraggiunte nella notte. Ha un trauma cranico gravissimo, forse provocato dalla caduta al suolo, e lesioni alla milza e alle costole. 

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Il suo aggressore, invece, si trova in carcere a Monza. Ai carabinieri, di sua spontanea volontà, ha consegnato le due fedi della donna. Poi si è chiuso in un lungo silenzio. 

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