Agguato dopo la discoteca: ferito il nipote del “padrino” della Brianza

Ludovico Muscatello, ventitré anni, è stato ferito da sei colpi di pistola sparati da un’auto in corsa. La vittima è il nipote di Salvatore, capolocale di Mariano Comense ed esponente di spicco della ‘ndrangheta al Nord

L'agguato è avvenuto a Cantù - Foto repertorio

Chi ha aperto il fuoco lo ha fatto con un unico obiettivo: uccidere. Non avvertire, né spaventare, ma uccidere. Ammazzare, molto probabilmente, per mandare un segnale o per dare il là a una “sfida” per il potere. Perché a Mariano Comense, così come in tutta la Brianza, “potere” significa ancora famiglia Muscatello. 

E, all’alba di sabato, a finire nel mirino dei rivali è stato proprio un Muscatello, Ludovico: il ventitreenne nipote prediletto del boss Salvatore. 

Il ragazzo, che lavora come buttafuori, era appena uscito da una discoteca e si trovava davanti a un panificio di Cantù quando da un’auto sono stati esplosi sei colpi di pistola. Tutti e sei lo hanno centrato, ma nessuno ha colpito punti vitali: è rimasto ferito, ma non è grave, né in pericolo di vita. 

Chi abbia sparato non è chiaro. Quel che è certo, però, è che l’agguato ha tutte le caratteristiche dei raid della criminalità organizzata. I colpi di pistola contro Ludovico erano un messaggio indiretto contro Salvatore, il “vecchio” che da sempre è il massimo esponente della ‘ndrangheta in Lombardia e che da anni tesse le fila della malavita. 

Ludovico non era rimasto invischiato nell’indagine e nel processo “Infinito”, che avevano mostrato rapporti molto stretti tra ‘ndrangheta, famiglia Muscatello e politici e imprenditori in cerca di aiuto e protezione, dipingendo Desio come una vera e propria capitale della criminalità al Nord.  

Il suo nome, invece, era finito nei registri dell’autorità giudiziaria lo scorso marzo, quando era stato arrestato per droga nel comasco. Anche allora suo nonno Salvatore, intercettato dal Ros, lo aveva difeso: simbolo vero della predilezione del “vecchio” per suo nipote. 

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Una predilezione che a Ludovico poteva costare cara. E che potrebbe aprire, è questa la paura degli inquirenti, una vera e propria faida tra cosche rivali con una scia di vendette incrociate. 
 

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