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La prevenzione scende in strada, test per l'Hiv per le lucciole a Monza: oltre il 12% sieropositiva

Una sera a settimana l'unità mobile raggiunge le prostitute in strada e offre test salivari: contattate 200 persone

La prevenzione contro l’Aids esce dall’ospedale. L’Asst di Monza, grazie alla collaborazione con l’associazione ALA Milano Onlus, ha allestito un’unità mobile con personale medico e infermieristico dell’Unità di Malattie infettive della ASST per offrire alle prostitute transgender dell’area di Monza e Milano test di prevenzione e diagnosi precoce dell’infezione. 

Iniziata nel 2017, l’attività rappresenta quasi un unicum nel contesto nazionale, sia perché scaturisce da una collaborazione tra pubblico e privato sociale, sia perché offre una molteplicità di interventi sul territorio, specificatamente dedicati alle persone transgender che si prostituiscono.

Il progetto è iniziato nell’estate di due anni fa come un survey conoscitivo su comportamenti e conoscenze delle donne TG che si prostituiscono nell’area di Milano e Monza, parallelamente all’offerta di test rapidi salivari per la diagnosi di HIV e HCV, direttamente nei luoghi di prostituzione notturna e si è, nel corso del tempo, arricchito di nuove offerte. Ad oggi, l’attività include l’offerta di test salivari rapidi per l’HIV, una volta a settimana, nei luoghi di prostituzione di Milano e Monza, per una notte a settimana, attraverso una unità mobile; in analogia ai servizi offerti in ospedale, un ambulatorio settimanale extra-ospedaliero, tenuto in orario serale nella sede dell’associazione ALA, dedicato alle prostitute transgender. 

Lo staff è composto da una operatrice pari transgender, una psicologa, una counselor, una mediatrice culturale e 7 membri dello staff delle Malattie Infettive della ASST di Monza, tra cui 5 medici (Giuseppe Lapadula, Paola Columpsi, Nicola Squillace, Francesca Sabbatini, Alessandro Soria) e 2 infermiere (Ilaria Beretta, che è anche la caposala del reparto e Martina Comolatti). Nel corso delle diverse uscite, sono state contattate quasi 200 prostitute in 5 luoghi di prostituzione, di cui oltre la metà ha accettato di partecipare al progetto.

Escludendo le prostitute che riferivano di essere già HIV-positive, circa il 12% di coloro che si sono sottoposte al test sono risultate positive. Complessivamente, 1 su 5 prostitute sieropositive non era a conoscenza della propria positività e l’ha scoperta solo grazie all’intervento. La maggior parte di coloro che hanno ricevuto una diagnosi su strada è stata agganciate al centro e hanno iniziato rapidamente (entro 7 giorni dalla diagnosi) la terapia antiretrovirale, bloccando la replicazione virale, prevenendo l’evoluzione in AIDS e azzerando il rischio di trasmissione. 

“Uscire dai confini dell’ospedale per fare prevenzione esprime una corretta interpretazione delle logiche di integrazione Ospedale – Territorio, che rappresentano un preciso obiettivo del mandato affidato ai direttori generali da Regione Lombardia. Costruire percorsi di prevenzione e presa in carico consente di minimizzare, là dove possibile, il ricorso all’assistenza sanitaria e di programmarla in maniera efficiente ed efficace ai fini della cura – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza Mario Alparone -. Ringrazio i nostri professionisti per lo spirito di servizio e la professionalità che dimostrano quotidianamente”.

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