Air Pullman, è muro contro muro: alto il rischio nuovi scioperi

Lavoratori e dirigenti sono al muro contro muro e il rischio di nuovi scioperi selvaggi nei prossimi giorni è alto. Martedì tensione alle stelle : e intanto studenti e pendolari sono rimasti a piedi

Mezzi Air Pullman in piazza della Scala a Milano (fonte OmniMilano)

SOLARO – Resta alta la tensione all’Air Pullman di Solaro. Per convincere i 180 autisti a riprendere in mano il volante sono dovuti intervenire Provincia, Prefettura, Anav  (un’associazione di categoria) e sindacati. Solo martedì notte è stato raggiunto un accordo in extremis che ha scongiurato nuove agitazioni. Ma il rischio che migliaia di studenti e pendolari dell’area delle Groane restino di nuovo a piedi è molto alto.

LO SCIOPERO - Martedì mattina, chi si è messo in viaggio per studio o per lavoro ha vissuto una giornata di passione. I pullman gialli sono rimasti fermi in deposito. E sono stati migliaia gli studenti che non sono riusciti ad arrivare a scuola e i lavoratori che hanno timbrato il cartellino con grave ritardo. In ognuna delle fermate i viaggiatori appiedati hanno protestato rumorosamente. I disagi sono andati avanti per tutta la giornata.

A convincere gli autisti a iniziare uno sciopero selvaggio – senza cioè dare alcun preavviso a nessuno – è stata una lunga sequenza di rivendicazioni sindacali rimaste senza risposta. Turni di lavoro massacranti, condizioni di sicurezza precarie, trattenute in busta paga ingiustificate.

ATTIMI DI TENSIONE - Momenti di tensione ci sono stati tra uno dei titolari dell’azienda e gli autisti. Per calmare gli animi è stato necessario l’arrivo dei carabinieri di Desio. «Siamo ormai a un punto di non ritorno – hanno protestato i lavoratori -. Abbiamo chiesto molte volte di dialogare con l’azienda, ma non siamo mai stati ascoltati».

E’ fallita perfino la mediazione dei sindacati: «La situazione è drammatica – ha ammesso Antonio Mantovani, segretario regionale Faisa Cisal -. Purtroppo siamo al muro contro muro. Da una parte ci sono i vertici dell’azienda che non vogliono cedere, dall’altra i lavoratori disposti ormai a tutto».

TRECENTO EURO IN MENO - La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultima busta paga: gli autisti hanno trovato tagli tra i 150 e i 300 euro, molto su stipendi già  ridotti e falcidiati dalla crisi economica. Il pericolo di nuove, clamorose proteste, con migliaia di pendolari di nuovo fermi sotto una insegna luminosa, è purtroppo tutt’altro che da sottovalutare.

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