Alpinista monzese precipita in un crepaccio sullo Stelvio, trasferito in ospedale a Zurigo

L’uomo si trovava in un preoccupante stato di ipotermia

Immagine di repertorio (Foto Soccorso Alpino Speleologico Lombardo/Facebook)

Si è allontanato da solo per una camminata verso la zona delle piste allo Stelvio ma, dopo ore, la moglie non lo ha visto rientrare. Un alpinista di 52 anni, di Monza, è stato soccorso sabato dai tecnici della VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna, Stazione di Bormio.

Le ricerche e il recupero

L’uomo era con la moglie al Passo ed è partito da solo verso l’area innevata che presenta anche diversi crepacci. Allertato il 112, sono partite le ricerche.

Lungo il rientro tra il Livrio e il Nagler, mentre ispezionavano alcuni crepacci i soccorritori hanno sentito la voce dell’uomo che chiedeva aiuto e lo hanno recuperato. Era caduto per una quindicina di metri e si trovava in un preoccupante stato di ipotermia. L’elicottero della REGA, Guardia svizzera aerea di soccorso, lo ha trasportato all’ospedale di Zurigo.

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"La gestione della variazione di temperatura in montagna va considerata come un fattore di importanza vitale. Non solo durante le escursioni più agevoli ma soprattutto quando ci si alza di quota è fondamentale avere un abbigliamento adeguato e in grado di proteggere contro gli sbalzi di temperatura, che possono essere dati dal mutare delle condizioni meteorologiche, dall’esposizione al sole dei versanti e da imprevisti di varia natura. Il ghiacciaio è un ambiente che richiede scarpe e attrezzature specifiche rispetto ai sentieri di bassa quota" ricordano dal Soccorso Alpino, menzionando alcuni fondamentali consigli per andare in montagna con coscienza i cui dettagli sono pubblicati sul sito www.sicurinmontagna.it, campagna permanente del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).

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