Trapiantato di mano se la fa amputare: "Troppo dolore"

Walter Visigalli ha deciso di farsi amputare la mano che nel 2000 a Monza si era fatto impiantare con un'operazione mai effettuata prima in Italia

L'uomo è stato trapiantato nel 2000

MONZA - Troppo forte il dolore, troppi i rischi: così Walter Visigalli ha deciso di farsi amputare la mano che nel 2000 a Monza si era fatto impiantare con un'operazione mai effettuata prima in Italia. Lo riporta il quotidiano "il Giorno". "A marzo sono cominciate le crisi di rigetto più intense - ha detto Pierangela Riboldi, la moglie di Visigalli - Da quel momento è stato un massacro di cortisone ma il rigetto non si é fermato. Alla fine, il bivio era tra cancrena e setticemia".

E' stata quindi inevitabile l'operazione effettuata martedì scorso alla clinica Columbus di Milano per rimuovere la mano che gli era stata impiantata dal professor Marco Lanzetta al San Gerardo di Monza: "Avrà dei colloqui con la psicologa - aggiunge la moglie - perché dopo quasi 13 anni si deve abituare alla nuova realtà: ora ha un moncone che parte dal gomito.

"Il professor Lanzetta - ha proseguito la donna -  ci è stato sempre molto vicino e che ha fatto tutto quello che ha potuto fino all'ultimo giorno. Ora sta studiando quale protesi applicargli, non appena sarà guarito".

Visigalli perse la mano quando aveva 22 anni e l'operazione avvenuta nel 2000 quando ne aveva 35 apparve subito molto complessa. Ma per parecchi anni le reazioni di rigetto si erano presentato in forma leggera, mentre negli ultimi due la situazione era degenerata con ulcere molto dolorose e gravi rischi per la salute dell'uomo.
 

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