Le lamiere di Andrea Cereda selezionate per Esponiamoci, la prima mostra d’arte di pubblicitari

Da semplici lamiere raccolte nelle discariche ad apprezzate opere d’arte contemporanea. È questa l’originale proposta di Andrea Cereda, autore del progetto Lamiere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Andrea Cereda, autore dell'originale progetto Lamiere - è tra gli artisti selezionati per esporre le sue opere nello stand di Esponiamoci ad Affordable Art Fair, la fiera d'arte contemporanea che si è svolta a Milano dal 7 al 10 marzo.

L'artista, diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Monza, potrà successivamente far ammirare i suoi lavori anche in occasione dell'inaugurazione di Take, l'agenzia artefice di Esponiamoci, un'iniziativa unica nel suo genere, che mira a valorizzare la passione per l'arte contemporanea di chi della creatività ha fatto un mestiere: i pubblicitari.

"Le mie opere sono un'elaborazione di vere lamiere, che recupero e abbino per creare arte - spiega Cereda - Il risultato deve essere interpretato liberamente perché credo che il vero ruolo dell'artista sia quello di offrire delle suggestioni in cui ciascuno può poi vedere qualcosa di diverso, personale".

"A mio parere in queste lamiere che risiede l'apice della ricerca di Cereda - afferma Simona Bartolena - Lamiere abrase, aggredite, cucite, accarezzate, piegate, che da rottami raccolti in discarica diventano oggetti profondamente espressivi, emozionanti, a tratti perfino poetici. Ci vuole tempo per capire le lamiere di Cereda. Occorre osservarle in silenzio, in momenti diversi, guardarle per ciò che sono ora e per ciò che sono state, pensare al loro percorso e a cosa lo sguardo e le mani dell'artista le hanno fatte diventare. Bisogna godere dapprima della loro innegabile armonia estetica, il loro equilibrio. Poi percepirne i colori, i passaggi, gli accostamenti. Sentirne la materia. Infine pensare al loro tempo. Al racconto che portano in sé, trasformato ma mai cancellato. Pieni di istinto, quasi di rabbia, eppure al contempo tanto ordinati e razionali, questi oggetti monumentali (anche quando sono di piccola dimensione) hanno sempre un respiro classico, assoluto".

Per ulteriori informazioni www.take.mi.it

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