Con Annina il teatro e la poesia viaggiano sullo smartphone

Annina Pennati, attrice monzese, risponde alla chiusura dei teatri con interpretazioni nel salotto di casa riprese con il telefonino e inviate attraverso i social. Pillole quotidiane di gioia e di arte con la speranza di tornare presto alla normalità

Il teatro le manca, la lontananza fisica dal suo pubblico inizia a farsi sentire e allora, per scacciare la nostalgia, ha trasformato il salotto di casa in palcoscenico, e condivide le sue interpretazioni casalinghe con video che invia con WhatsApp.

L’emergenza sanitaria e il lockdown non fermano l’arte e il teatro: l’attrice monzese Annina Pennati raggiunge il suo pubblico con lo smartphone. L’instancabile e istrionica attrice in questa fase di emergenza e di chiusura dei teatri ha comunque deciso di non rinunciare all’arte leggendo poesie, legate anche al tema della pandemia, e inviando i video delle interpretazioni ai suoi numerosi amici e conoscenti.

Il salotto della sua casa monzese si trasforma in palcoscenico: fiera e sorridente Annina si mette davanti al leggio per interpretare la sua poesia. Curata, come sempre, nell’abbigliamento e nei dettagli, recita piccoli componimenti inviando un sorriso e un abbraccio virtuale a chi li riceve. Pillole quotidiane di serenità che aiutano Annina a sentirsi meno sola, ma al tempo stesso donano un minuto di gioia e di pseudo normalità anche agli amici che le ricevono. Creando una rete virtuale di sorrisi: i suoi video sono diventati virali su Facebook e vengono condivisi anche su WhatsApp. 

 “Sono in crisi di astinenza da palcoscenico – racconta Annina nel video inviato pochi giorni fa -. Se avessi una bottega vorrei vendere speranza: speranza a buon mercato, alla povera gente darei tutta la mia speranza senza fargliela pagare”.

Ma Annina, come un po’ tutti noi, è in astinenza anche di abbracci. “Ti abbraccerò con gli occhi e con il pensiero – ha recitato ieri – Ti bacerò con lo sguardo, ti abbraccerò con il mio più bel sorriso e sti stringerò con una telefonata. Un modo di stare vicini in questi strani giorni nella speranza di ritornare davvero ad abbracciarsi”.

Ma la speranza è  quella di tornare ad emozionarsi anche a teatro. 

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