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Due donne aggredite e scippate sotto casa: due arresti

I furti fotocopia erano stati messi a segno a Sesto il 28 agosto e il 1° settembre 2020; arrestati i presunti malviventi

 

Due anziane aggredite e scippate mentre rincasavano dopo aver fatto compere in cnetor. Due scippi avvenuti a pochi giorni di distanza (il 28 agosto e il 1° settembre 2020) a Sesto San Giovanni. Due scippi fotocopia. E per i carabinieri dietro ai colpi ci sarebbero loro: due cittadini marocchini di 28 e 30 anni, entrambi arrestati nella giornata di venerdì 30 aprile a Milano e Torino dai militari della compagnia di Sesto San Giovanni.

Le indagini, coordinate dalla procura di Monza e portate avanti dai carabinieri della compagnia di Sesto, sono scattate quando i detective si sono accorti che i due scippi avevano molti tratti in comune, sia per la descrizione degli autori che per le dinamiche.

I due scippi fotocopia

Nel primo furto, messo a segno il 28 agosto 2020, la vittima era stata agganciata dai due malviventi in via Sacchetti a Sesto. Il più giovane, fingendo di chiedere indicazioni stradali, aveva afferrato la donna per un braccio, poi le aveva strappato le collane d'oro che aveva al collo ed era scappato a piedi fino all'auto del complice che lo aspettava vicino a piazza IV Novembre.

Nel secondo furto (il 1° settembre) l'anziana stava rientrando nel proprio condominio quando un giovane si era offerto di aiutarla a portare un grosso sacchetto della spesa. Così facendo, il malvivente, carpita la fiducia della vittima, si era avvicinato e le aveva strappato la collana d'oro che portava al collo, fuggendo, poi, con l’aiuto del complice.

Le indagini

I carabinieri sono arrivati ai presunti responsabili individuando l'automobile utilizzata per la fuga. Non solo, fondamentali per le indagini sono state le dichiarazioni dei testimoni e le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso della zona; grazie alle immagini i detective sono riusciti a tracciare i movimenti dei presunti responsabili.

Nella giornata di venerdì i due sono stati rintracciati nelle loro abitazioni di Milano e Torino; successivamente sono stati trasportati nelle case circondariali di competenza, come disposto dalla procura di Monza.

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