menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

San Gerardo, 'pilotato appalto da 175 milioni di euro': sette indagati

Nei guai l’ex numero uno di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, e il suo braccio destro, Pierpaolo Perez. Indagati anche cinque tecnici. Nel mirino l’appalto per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ospedale

Avrebbero fatto il possibile, e l’impossibile, per far vincere l’azienda amica. Avrebbero deciso a tavolino l’esito del bando. E, per far sì che il loro piano riuscisse fino in fondo, avrebbero creato una commissione di tecnici conniventi e accomodanti. 

I pm Antonio D’Alessio e Paolo Pirotta gettano un’ombra scurissima sui lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale San Gerardo di Monza. La procura, secondo quanto riporta “La Repubblica”, avrebbe appurato come Antonio Rognone, ex presidente di Infrastrutture Lombarde - la società regionale che gestiva gli appalti del Pirellone - e Pierpaolo Perez avrebbero permesso alle aziende di "Menutencoop Facility Management" di vincere il bando per i lavori. 

Il giro dell’operazione, conti alla mano, è di 175 milioni di euro, “Iva esclusa”: l’importo dei lavori effettuati nel plesso ospedaliero di via Pergolesi. 

Nei guai, oltre a Rognone e Perez, sarebbero finiti anche cinque tecnici che hanno fatto parte della commissione di aggiudicazione dei lavori: tutti, già raggiunti da un avviso di chiusura dell’indagini, avrebbero finto di controllare le aziende che avevano partecipato al bando, lasciando vincere la ditta amica.   

"In particolare Rognoni - si legge su Repubblica, che cita gli atti dell’indagine - dopo aver nominato se stesso come presidente di gara e gli indagati come commissari, quindi pubblici ufficiali, concordava con Perez di far valutare le offerte tecniche dei partecipanti a professionisti in qualità di commissari ombra, al fine di favorire un raggruppamento di imprese", già scelto.

I sette indagati, sempre secondo l'accusa, nell'agosto del 2012 "si accordavano per attribuire, modificare e comunque alterare i punteggi tecnici presentati dai concorrenti, redigendo poi all'esito di apposite tabelle che venivano inserite dai commissari ufficiali nei propri verbali ufficiali".

Per i pm quelle tabelle erano assolutamente false perché i commissari non avrebbero mai “visionato ed esaminato, come da intesa segreta”, le proposte delle altre aziende. Tanto chi doveva vincere, secondo l’indagine, si sapeva già. 
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MonzaToday è in caricamento