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Il luogo dell'omicidio in via Fiume

Il luogo dell'omicidio in via Fiume

San Rocco, ucciso con venti coltellate sotto casa: "Siamo tutti responsabili"

L'appello del consigliere comunale Paolo Piffer della lista Civicamente: "Quando succedono fatti come quello di domenica, è inutile stupirci e scandalizzarci, perché siamo tutti responsabili. Ogni volta che si sceglie di investire sul Centro città e non sulle periferie, siamo responsabili"

Una riflessione per programmare interventi e azioni che possano essere le prime pietre per costruire un futuro diverso per chi abita Monza, dal centro alle periferie. Per affrontare questioni delicate che riportano all'attenzione i temi della tossicodipendenza e dello spaccio di droga, anche tra giovanissimi. 

A rivolgere un appello è Paolo Piffer, consigliere monzese della lista Civicamente che da tempo si occupa di promuovere azioni in città per affrontare il tema della tossicodipendenza e sensibilizzare la cittadinanza e la politica. 

"Domenica scorsa Seba (Cristian Sebastiano) alle 12.30 è stato ucciso sotto casa, nel quartiere di San Rocco, con 20 coltellate sferrate da 2 ragazzini di 14 anni, anche loro monzesi. Tutti i soggetti coinvolti avevano un problema con la droga, le indagini faranno chiarezza sul fatto ma intanto è importante fare qualche riflessione" scrive in una nota.

"Quando qualche anno fa, e poi ancora qualche mese fa con l’attuale amministrazione, abbiamo portato all’attenzione dell'aula il tema della tossicodipendenza a Monza, siamo stati accusati di essere inutilmente allarmisti. “Monza non è Milano” disse un collega consigliere. La nostra mozione che chiedeva di intervenire con una progettualità strutturata finalizzata all’accoglienza e alla riduzione del danno per i soggetti tossicodipendenti della città (Mozione Stanze Salvavita) è stata sempre bocciata, pur incontrando il favore anche di esponenti della maggioranza. Tutti i consiglieri che votarono contro la nostra proposta, in quell’occasione suggerirono di implementare i servizi già attivi come soluzione. All’epoca della votazione sul territorio c’erano attivi il servizio di drop in e dell’unita mobile (Il Camper) rivolti alla grave marginalità. Sapete oggi cosa c’è di attivo? Nulla".

L'appello: "Siamo tutti responsbaili"

"Quando poi succedono fatti come quello di domenica mattina, è inutile stupirci e scandalizzarci, perché siamo tutti responsabili. Ogni volta che decidiamo dove stanziare le risorse del bilancio, siamo responsabili. Ogni volta che si sceglie di investire sul Centro città e non sulle periferie, siamo responsabili. E quando per anni si trascurano certi temi la situazione naturalmente degenera".

"Basta finti interventi di facciata utili solo a raccogliere qualche like su Fb e magari qualche voto. Se una ragazza di 16 anni decide di prostituirsi in cambio di una pallina di cocaina, arrestare lo spacciatore al giardinetto è l’ultima delle azioni da pianificare, è molto più importante capire perchè una giovane donna decide di fare questo. Dopo poche ore dall’arresto ci sono già altri spacciatori pronti a sostituire l'arrestato, non si risolve nulla. Le forze dell’ordine hanno tutta la mia stima, fanno bene a fare il loro lavoro e a far rispettare la legge, la politica però dovrebbe intervenire sulla domanda e non sull’offerta della sostanza. Ma questa strategia è più complicata e richiederebbe più tempo, servirebbe lungimiranza, il politico invece ha bisogno di raccogliere subito i frutti dei suoi interventi, poco importa il resto".

"Ora basta. Serve coraggio e investire risorse per realizzare  progetti che possano contenere davvero i rischi. Progetti di prevenzione, di sensibilizzazione e di riduzione del danno. Non possiamo aspettare il governo o la regione, tocca a noi. Se per ignoranza, pigrizia o paura non provi a governare una fenomeno come quello della tossicodipendenza , ne saremo tutti molto presto travolti. Basta ipocrisia. Non permettiamo che nella nostra città due ragazzi minorenni, in una domenica mattina qualunque, possano uscire con un coltello da cucina per andare ad ammazzare sotto casa un ragazzo come Seba, perché se succede vuol dire che abbiamo fallito tutti. C’è una pandemia in espansione da anni, ma non c’è vaccino e nessuno può davvero dichiararsi immune. Nel nostro paese è sempre necessario un morto prima di intervenire, ora che Seba non c’è più, cerchiamo di affrontare con serietà il tema, mettendo da parte tutte le antipatie e gli interessi di partito. Le nostre proposte sono ancora valide". 

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