Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Un lavoro per Davide: l'appello al web di una mamma per lo sconosciuto della panchina

Valentina è una mamma di Monza e alcuni giorni fa ai giardinetti ha raccolto l'appello di Davide un uomo in cerca di un'occupazione. Noi Davide lo abbiamo intervistato: ha 54 anni, una grandissima voglia di lavorare. Da due anni percepisce il reddito di cittadinanza, ma non è ancora riuscito a ottenere un colloquio. "Ho solo voglia di lavorare"

Valentina è una mamma monzese e come sempre all’uscita da scuola porta i suoi bambini nel parchetto sotto casa a giocare sull’altalena. Si siede sulla panchina accanto a quell’uomo che, già altri pomeriggi, aveva incontrato: due chiacchiere sul tempo e sulla pandemia, e poi la scoperta che quell’uomo, che si chiama Davide, proprio quel giorno, festeggiava il suo compleanno in totale solitudine e con il peso nel cuore di non riuscire a trovare un posto di lavoro. A ciò si aggiunge la  paura che a settembre dovrà abbandonare anche l’appartamento in affitto.

A quel punto Valentina decide di regalargli il dolcetto che poco prima aveva comprato dal fornaio per la merenda dei bambini, e  una volta tornata a casa lancia  un appello sui social creando anche un’email ad hoc: unlavoroperdavide@gmail.com

Una storia carica di generosità e di altruismo quella della giovane mamma che non ha voluto chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà della vita. E grazie a lei, la redazione di MonzaToday ha contattato Davide nella speranza che, l’appello di quella mamma, trovi presto una risposta.

Davide, 54 anni, monzese, laureato in Giurisprudenza un lungo curriculum che lo ha sempre visto lavorare: da studente anche nei bar e nei magazzini, poi in aziende come ufficio legale e amministrativo, infine un’esperienza con un contratto a tempo determinato nella Pubblica amministrazione. Davide, ottima parlantina, mille interessi e soprattutto il grande desiderio di rimettersi in gioco, anche se a 54 anni è difficile trovare un posto di lavoro.

“Da due anni percepisco il reddito di cittadinanza, ma non voglio assistenzialismo, voglio un posto di lavoro – spiega -. In due anni, purtroppo, anche a causa della pandemia i miei navigator – che come qualcuno ha scritto sono stati mandati a scalare le montagne rocciose con i sandali ai piedi - non sono riusciti a farmi ottenere un colloquio di lavoro”.

Ma Davide non è rimasto con le mani in mano: ha continuato a studiare, ha frequentato un corso on line per diventare addetto alle vendite nella grande distribuzione. E soprattutto non ha smesso di sognare e di sperare, anche se, da buon brianzolo pragmatico e con i piedi per terra, sa che in questo momento la ricerca di un lavoro è un miraggio.

Ma il gesto di Valentina gli ha, in certo senso, fatto ritrovare fiducia nel futuro e nel prossimo. “Non si può vivere in eterno di reddito di cittadinanza. Certamente è una misura che mi ha aiutato ad affrontare un periodo di difficoltà”. Davide non cerca pietà e compassione. Non è rimasto con le mani in mano o in panciolle sul divano, ma nell’attesa di quella chiamata ha sempre cercato di farsi trovare pronto aggiungendo al suo curriculum nuove competenze.

E quel gesto di Valentina, che è andata oltre l’apparenza e che ha visto quell’uomo che per lo Stato è invisibile, gli ha dato una carica. “Si vive in un tempo sospeso tra speranza e angoscia. Ma per me oggi la speranza supera l’angoscia e la paura, l’ottimismo mi porta a guardare il mondo e il futuro con occhi diversi”. Con gli stessi occhi con cui Valentina ha imparato a guardare Davide, nella speranza che i social lo aiutino finalmente a tornare a timbrare il cartellino e sentirsi utile alla collettività.

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