Apre la Pedemontana: “Ecco la Salerno-Reggio del Nord Italia”

Giovedì inaugura il tratto B2 della nuova autostrada lombarda. All’apertura non ci sarà nessuno dei sindaci, impegnati in una battaglia legale contro la società accusata di un “atteggiamento di una sordità ingiustificabile”

Apre oggi il tratto B2 - Foto repertorio

Al taglio del nastro non ci sarà nessuno con la fascia tricolore. Vertici societari e sindaci, con ogni probabilità, si rivedranno in un tribunale. Ma di certo, non in autostrada. Perché i primi cittadini interessati hanno deciso di disertare l’inaugurazione del tratto brianzolo di Pedemontana, prevista per giovedì mattina. 

I sindaci di Lentate, Meda, Seveso, Barlassina, Bovisio e Cesano hanno infatti annunciato la loro intenzione di non presentarsi all’evento, per protestare contro la mancata “presa di coscienza di una situazione giunta ormai al limite”. 

A far infuriare i primi cittadini, che hanno anche "denunciato" Pedemontana, sono sempre gli stessi motivi: “La nostra posizione è di dissenso assoluto rispetto a un atteggiamento di sordità non giustificabile da parte di Pedemontana e dei vertici regionali - spiegano i sindaci -. Non si tratta di fare i guastafeste, ma di ribadire per l’ennesima volta che non è pensabile scaricare il traffico di un’autostrada nuova su un’arteria malconcia e senza manutenzione come la Milano-Meda e su un sistema viabilistico fermo agli anni ’90”. 

Sì, perché se la Pedemontana è di nuova costruzione, le strade che potrebbero e dovrebbero assorbire il traffico della nuova autostrada lombarda sono vetuste e non attrezzate perché “non hanno mai ricevuto gli adeguamenti e i finanziamenti promessi. A rischio - l’allarme dei sindaci - ci sono la completa paralisi del traffico e la sicurezza degli automobilisti”.

“Questa inaugurazione – attacca il sindaco di Lentate, Rosella Rivolta - non è il momento conclusivo di quest’opera così complessa che, anzi, lascia sul territorio ferite ancora aperte: ferite da sanare rapidamente, rispettando il cronoprogramma”. 

Ad oggi, però, il cronoprogramma di Pedemontana - costata più o meno cinque miliardi di euro e con pedaggi che sembrano fuori mercato - è di difficile lettura. E i sindaci lo sottolineano: “Nata sulla carta come un’opera avveniristica - concludono amari - rischia di diventare la Salerno-Reggio Calabria del Nord, proprio nel cuore del motore economico del Paese, qui tra le aree maggiormente urbanizzate d’Italia”.

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